Qualche venerdì fa, sono stata a un concerto* con un amico.
Non appena ci rimettiamo in viaggio per fare ritorno a casa…
ore 23.40 – mi arriva un’e-mail
IO: Ma come? Un’e-mail di lavoro a quest’ora? E da una cliente italiana, per giunta, che quindi non vive in un fuso orario diverso!
LELE: Le rispondi?
IO: No, dai, ci penso domattina…
ore 00.10 – mi arriva un’altra e-mail
LELE: Dimmi che non è ancora lei!
IO: Sì, è lei. Non ci credo neanch’io! Ma lo sa che è venerdì notte?
LELE: Beh, non voglio giudicare. In fondo, io non ho un’attività in proprio. Se l’avessi, probabilmente anch’io non staccherei mai la mente dal lavoro.
IO: Anch’io ho un’attività in proprio, ma in questo momento non sono al lavoro, e posso permettermi di pensare ad altro. No, non le risponderò!
Morale? Per me è importantissimo separare il lavoro dalla vita privata. Quando mi dedico a una delle due cose, l’altra scompare… ma ci dev’essere comunque un’alternanza. È il famoso “work-life balance“, l’equilibrio tra vita personale e professionale, cruciale, a mio parere, per poter dare sempre il meglio di sè in ogni aspetto della propria esistenza. E voi che ne pensate?
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* Per chi fosse curioso, si trattava del concerto dei Rammstein, all’Unipol Arena di Bologna. Ecco un assaggio di che cosa vi siete persi:



