Tradurre, dal latino traducere far passare, da trans al di là, e ducere condurre (tratto da qui)
Mi piace molto l’etimologia di questa parola. Anche nelle altre lingue, dalla translation inglese (che a noi italiani suggerisce in modo vivo l’idea di traslazione, di spostamento) alla übersetzung tedesca (che, infatti, può essere anche un verbo separabile, con lo stupendo significato di traghettare, passare, o far passare, da una sponda all’altra).
Il traduttore, allora, altro non è che un traghettatore di parole. Tuttavia, le sponde tra cui si muove non sono solo due lingue diverse: sono due mondi, due culture diverse. E lui sa vedere le parole che di volta in volta trasporta con gli occhi degli abitanti di entrambi questi mondi.

lavoro oltremodo difficile quello del traduttore , se rispetta il senso perde la musica delle parole , se rispetta la musica non trova corrispondendi nelle parole , riuscire a far quadrare il cerchio è difficilissimo ma qualcuno ci riesce . Ho letto traduzioni bellissime e rispettose del verso metrico voluto e scelto dall’autore , come parafrasi molto competenti e sagge , in entrambi casi il meito va elogiato
Tutto questo è verissimo, seppur legato al particolare ambito della traduzione letteraria e poetica, di cui io non mi occupo. Quello che rende difficili tutte le traduzioni è fare in modo che, quanto scritto risulti sensato, non estraneo al lettore: indipendentemente dal fatto se nell’originale “suonasse” bene o male!