Tradurre, dal latino traducere far passare, da trans al di là, e ducere condurre (tratto da qui)
Mi piace molto l’etimologia di questa parola. Anche nelle altre lingue, dalla translation inglese (che a noi italiani suggerisce in modo vivo l’idea di traslazione, di spostamento) alla übersetzung tedesca (che, infatti, può essere anche un verbo separabile, con lo stupendo significato di traghettare, passare, o far passare, da una sponda all’altra).
Il traduttore, allora, altro non è che un traghettatore di parole. Tuttavia, le sponde tra cui si muove non sono solo due lingue diverse: sono due mondi, due culture diverse. E lui sa vedere le parole che di volta in volta trasporta con gli occhi degli abitanti di entrambi questi mondi.
tiziana curti
24 giugno, 2008
lavoro oltremodo difficile quello del traduttore , se rispetta il senso perde la musica delle parole , se rispetta la musica non trova corrispondendi nelle parole , riuscire a far quadrare il cerchio è difficilissimo ma qualcuno ci riesce . Ho letto traduzioni bellissime e rispettose del verso metrico voluto e scelto dall’autore , come parafrasi molto competenti e sagge , in entrambi casi il meito va elogiato
biblitra
26 giugno, 2008
Tutto questo è verissimo, seppur legato al particolare ambito della traduzione letteraria e poetica, di cui io non mi occupo. Quello che rende difficili tutte le traduzioni è fare in modo che, quanto scritto risulti sensato, non estraneo al lettore: indipendentemente dal fatto se nell’originale “suonasse” bene o male!