La mia tesi magistrale (in fase di stesura, al momento) parla, ovviamente di traduzione, anche se con un approccio un po’ insolito. Lo spunto per l’avvio è questo sondaggio che ha decretato le dieci parole più intraducibili del mondo: [click].
Pare che ilunga, nella lingua tshiluba, sia la vincitrice: indica una persona pronta a perdonare un torto una prima volta e a perdonarlo una seconda, ma non una terza. Seguono shlimazl, che in ebraico è una persona cronicamente sfortunata e radioustukacz, parola polacca per i telegrafisti che lavoravano per il movimento di resistenza dalla parte sovietica della cortina di ferro.
Peccato che l’agenzia di traduzioni che ha organizzato il sondaggio, Today Translations, ignori le mie richieste di avere qualche informazione o dato aggiuntivo per arricchire la mia tesi!* Mi sono “vendicata” con una pagina e mezzo di critiche che si possono muovere al sondaggio (obiettive, eh: servono solo per anticipare l’ipotetico lettore)! Prima fra tutte: ma quanti traduttori sui 1000 partecipanti possono davvero conoscere lo tshiluba, una delle tante lingue parlate in Congo???
* A proposito, chi avesse informazioni o suggerimenti a riguardo, parli ora o taccia per sempre!

La tua tesi dev’essere interessantissima, la voglio leggere (sottile invito a pubblicarla, non appena sarà finita e corretta, su questo blog!
).