Dato che noto con piacere che i miei articoli sui tirocini in un’agenzia di traduzioni e su come muovere i primi passi in questo mondo (ad esempio, questo e questo) riscuotono un discreto successo, vorrei spendere due parole a proposito di come cercare uno stage.
Per chi è ancora studente, il primo consiglio è quello di passare attraverso l’università. Ci sono dei corsi di laurea, come ad esempio il mio, che ne prevedono uno obbligatorio, ma conosco diverse persone che sono riuscite a farlo come esperienza facoltativa (che, però, garantisce anche qualche credito universitario, magari!). Questa è un’ottima occasione da sfruttare: ho visto molti miei compagni sprecare quest’opportunità per dedicarsi a qualcosa di meno faticoso da trovare e svolgere. Tuttavia, dato il mondo che mi si è aprerto in seguito al mio stage, mi sento di consigliare a tutti quest’esperienza. (…certo, bisogna essere anche fortunati, lo ammetto!)
Per chi non riuscisse a organizzare il suo stage tramite la scuola, esiste comunque la possibilità del “fai-da-te”.
Per tutti, valgono alcuni suggerimenti generali:
- Come trovare un’agenzia di traduzioni nella propria zona? Internet è sicuramente la soluzione più efficace e veloce. Inserite in un motore di ricerca parole-chiave come la vostra località e “agenzia di traduzioni”, e sono certa che otterrete risultati interessanti. Le agenzie di traduzioni non sono molto note ai “non addetti ai lavori”, quindi non scoraggiatevi subito se non avete mai sentito nominarne nessuna dalle vostre parti. Provare per credere!
- Come proporsi? Io ho seguito il prezioso consiglio di una rappresentante dell’AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti) che venne a tenere una piccola conferenza durante un mio corso all’università: presentarsi di persona in agenzia. Dunque, presentatevi con il vostro curriculum in mano e chiedete di chi si occupa della gestione del personale o del responsabile delle traduzioni. Spiegate con sincerità cosa cercate e cosa sapete fare.
- Stage gratuito o retribuito? È ovvio che la seconda risposta sarebbe di gran lunga più auspicabile, ma quasi mai è quella vera, purtroppo! Non scoraggiatevi e non pretendete niente, soprattutto all’inizio: tenete presente che nei primi tempi, sarete più d’intralcio che d’aiuto, dato che le vostre traduzioni dovranno essere lette e controllate da qualcuno. Inoltre, vi renderete conto col tempo che la retribuzione monetaria non è l’unica cosa che conta: ciò che imparerete, visto che non si impara in nessuna scuola, ma con l’esperienza, non ha prezzo.

Bella! Sono tornata, hai visto? E purtroppo sono ancora in alto mare, speriamo di trovare almeno uno stage in un’agenzia di traduzioni prima di invecchiare
Come stai? Tutto ok? Bello il nuovo look del blog, ora è adatto anche ai ciechini come me ;P Un baciotto
Gloria
[...] prima è nella Lezione 1 (vedi sopra). La seconda è nel consiglio di proporsi come stagisti (vedi qui). La terza è il suggerimento di provare con le traduzioni gratuite: diventando traduttori [...]
Ciao Chiara,
sono una laureanda alla facoltà di Traduttori ed Interpreti di Messina. A settembre mi trasferirò a Milano, città che già conosco per averci lavorato quest’estate. Sto cercando disperatamente un’agenzia di traduzione che mi permetta di fare un tirocinio. Potresti aiutarmi?
Grazie mille
Ciao Liliana,
purtroppo il mio aiuto si può limitare ai suggerimenti che ho indicato in questo post… Fatico già a trovare agenzie che mi diano retta quando mi propongo, non credo di poterti essere utile proponendo te!!! Tieni duro, che, come vedi, l’inizio è duro per tutti… In bocca al lupo!
Chiara
Crepi…tanto non demordo!