Pausa dal lavoro.
Inutile dire che mi sto divertendo un sacco a tradurre questi nuovi cartoni animati, e che, finito un episodio, non vedo l’ora di passare al successivo!
E visto che in questo momento più che mai mi sento già una “addetta ai lavori”, vorrei commentare brevemente quanto scritto da Aldo Grasso sul Corriere della Sera di ieri (grazie a Flavia per la segnalazione!), a proposito del telefilm Friends:
Un’ osservazione tecnica: grazie a Sky è possibile seguire le avventure e i legami amorosi dei sei ragazzi in lingua originale. Beati quelli che possono gustare le battute in inglese (necessariamente più ricche e più complesse della traduzione) ma qualcosa non torna anche all’orecchio meno preparato: è il caso di Phoebe, ad esempio, che in italiano ha una voce da svampita. Nella traduzione cambia semplicemente carattere.
Vorrei solo dire un paio di cose (non sarei io, altrimenti!!).
Prima di tutto, è vero che a volte si perde qualcosa delle sfumature originali di dialoghi e battute (soprattuto), ma è altrettanto vero che un buon traduttore non butta lì la prima versione che gli viene in mente, e, se poi non trova un modo soddisfacente di rendere tutte le sfaccettature di un’espressione, cercherà di compensare in un altro punto del testo.
Secondariamente, aggiungo che non è così raro che, nelle versioni straniere di un telefilm, si modifichi qualcosa, come, ad esempio, la caratterizzazione di un personaggio. Non voglio dare giudizi a riguardo, visto che non mi compete, ma credo che, almeno a volte, si tratti di scelte consapevoli. Se non ci credete, pensate a La Tata. È divertente? Fa ridere? Ebbene, sappiate che è completamente stravolto rispetto all’originale: Francesca e le sue zie (che non sono nemmeno zie, in America) non sono affatto ciociare, ma ebree! Visto che in Italia non conosciamo molto bene le abitudini e le tradizioni ebraiche, probabilmente le connotazioni originali non ci avrebbero fatto ridere!

Nooo, come ebree?!? Come non sono zie?!?
Si, sono ebree, ed il motivo per cui sono state caratterizzate in questo modo in italiano è perchè gli ebrei, come molte altre etnie mediterranee, sono visti in America come caciaroni, “mediterranei” appunto, o per meglio dire meridionali, per noi meridione d’Italia, per loro meridione del mondo (da prendere nel senso buono del termine, perchè detto proprio da una ‘terrona’ doc!). basti pensare anche a “Il mio grosso grasso matrimonio greco” dove sono riconoscibilissime le caratteristiche tipiche delle grandi famiglie del sud, come la mia!
Tutto questo per dire semplicemente che credo che sì, c’è stato uno stravolgimento ne “la tata”, ma si potrebbe vedere come “traduzione” culturale anche quello.
Beh, era proprio quello che volevo dire: non tutti gli “stravolgimenti” vanno visti in chiave negativa, o come errori. Talvolta, rendono la versione più efficace per il nuovo pubblico, necessariamente diverso -anche, e soprattutto, culturalmente, come dici tu.