Siamo sempre stati discriminati, è vero. Ma ora è in corso una vera e propria guerra contro di noi.
No, non sto parlando dei traduttori, ma dei dormiglioni!
Non sono una persona pigra, ma mi piace rimanere un po’ a letto anche dopo che la sveglia è suonata. Non ce la faccio proprio a scattare in piedi, ho bisogno di qualche (o più) minuto per riattivarmi. Non che cominci a lavorare a orari assurdi, eh. Ma non inizio nemmeno all’alba, questo è certo. Cerco sempre di rispettare dei normali orari d’ufficio, anche per andare incontro ai miei clienti.
A quanto pare, però, questo non è sufficiente. E me lo sento ripetere in continuazione: non dai miei familiari, ma dalla rete intera! Avevo già letto diversi post sull’argomento sul blog di Leo Babauta, ma questo articolo, girato per qualche tempo sui vari social network, ha scatenato la reazione a catena di decine di post più o meno simili, come questo, segnalato persino da FreelanceSwitch.
A questo punto non ho scampo: diventerò una traduttrice mattiniera. Inizia la mia scalata al successo. A partire da lunedì, si intende.
adela
20 gennaio, 2012
Allora è una cosa che accomuna i traduttori quella di non svegliarsi subito dopo che la sveglia ha suonato… pensavo fossi l’unica
Nonostante tutto noi il nostro lavoro lo facciamo bene. Anche se sono d’accordo che il mattino ha l’oro in bocca!
Silvia
20 gennaio, 2012
Della serie “Il mattino ha l’oro in bocca” eh?
Devo dire che prima di avere i bambini non avevo problemi a scattare al suono della sveglia.
Adesso…beh, suona sempre troppo presto, anche se il mio sogno rimane quello di svegliarmi un bel giorno dopo le 9 (con 2 marmocchi per ora è un’utopia…)!
E poi, beh, si può sempre rispondere che dipende dall’ora in cui uno va a letto. Se lavori fino all’1 di notte non è che riesci ad alzarti alle 6!