15/08/2009 – Lanciata l’iniziativa “La traduzione per me è…”
Cari lettori affezionati, cari visitatori capitati qui per caso,
vi chiedo di partecipare a questa raccolta di pensieri, citazioni e osservazioni sulla traduzione. Che siate traduttori o meno, che cos’è per voi la traduzione? Che cosa significa tradurre, quali collegamenti suscita in voi quest’idea?
Tale raccolta rappresenta la prima fase di un progetto che, per ora, è ancora tutto nella mia testa. Se il progetto proseguirà bene, vi darò ulteriori dettagli su cosa vorrei fare. Altrimenti, avrete comunque contribuito ad alimentare una bella discussione su questa meravigliosa attività!
Inizio io…
10/11/2009 – In questo post ho dato forma alla mia idea: pubblicare una piccola raccolta per pubblicizzare la traduzione professionale.

La traduzione, per me, è un’abitudine di ciascuno di noi. Tutti noi, nella vita, facciamo costantemente delle traduzioni. Per la maggior parte delle persone, questo è un atto involontario; per pochi fortunati, è una missione.
La traduzione è il mestiere più bello del mondo!
Innanzitutto complimenti a Chiara per l’idea (davvero originale)!
Questo è il mio commento:
“Ho notato che, traducendo, si imparano tante cose nuove e si arricchisce il proprio bagaglio culturale. Si scoprono culture diverse, e tradurre è un ottimo esercizio per la mente perché ti fa riflettere sul senso delle parole. [...] Credo che imparare a tradurre bene sia indispensabile per potersi esprimere in una lingua straniera (ovviamente, senza mettere in secondo piano l’apprendimento della grammatica, del lessico e della pronuncia)”.
Ciao Chiara!
Ti leggo sempre (quindi mi annovero tra i lettori affezionati!!) anche se intervegno poco. Mi piace molto il tuo entusiasmo e, proprio per questo, è sempre un piacere leggerti!
Per quanto mi riguarda, io sono approdata tardi in questo mondo. Credo che la colpa sia tutta dell’approccio sbagliato, almeno nella mia università, verso questo settore. Io sono laureata in lingue e letterature straniere e da noi la traduzione si faceva parola per parola, con l’obbligo di attenersi al testo per cui ho sempre creduto che la traduzione fosse un processo piuttosto meccanico, senza alcuna attrattiva. Non ho mai saputo esattamente cosa volessi fare dopo la laurea ma sapevo cosa non volessi fare: l’insegnante e la traduttrice. Poi ho frequentato un master sull’editoria e, durante le lezioni di teoria della traduzione, ho incontrato una persona molto intelligente che mi ha sbarrato le porte di questo mondo, tanto da indurmi a fare la mia tesina finale sul confronto di alcune traduzioni di Alice nel paese delle meraviglie e, addirittura, a tentare il dottorato sempre sullo stesso argomento (fallito, causa raccomandazioni!). A quel punto, ho cominciato ad appassionarmi sempre di più. Sono solo due annetti che bazzico questo mondo ma una cosa l’ho capita: la traduzione mi apre la mente, mi rende il cervello sempre attivo, con tutte le rotelle che girano alla perfezione, mi fa riflette sulle scelte che faccio, facendomi soffermare sulle parole che non conosco ma facendomi vedere sotto una nuova luce quelle che già conosco. La traduzione mi diverte, soprattutto se un testo mi sfida con dei giochi di parole: per me è il massimo!!
Per adesso mi fermo qui!
Alice
Grazie a entrambe, che bello! Io ne ho un’altra:
Molto del tradurre ci dice il suo corrispondente in tedesco: Übersetzen. Se separabile, questo verbo significa “traghettare, passare da una sponda all’altra”: il traduttore diventa così, per la logica della lingua, un traghettatore che sposta da una sponda linguistica e culturale ad un’altra le parole e i significati.
l’incontro tra due universi linguistici… la mediazione e il trasporto tra due diverse culture.
Ciao Chiara, sono appena approdata nel tuo blog e mi sta piacendo tantissimo!
Paola
tradurre….significa allineare due pensieri sulla stessa lunghezza d’onda uniti da un unico pensiero.
roberto