La traduzione nella vita di tutti i giorni

Sapevate che non esiste un solo tipo di traduzione?

Il famoso linguista Roman Jakobson, ad esempio, ne ha individuati tre:

  1. Traduzione intralinguistica, cioè all’interno della stessa lingua. Quando riformuliamo una frase, o definiamo in termini diversi una parola o un concetto, stiamo, di fatto, traducendo. Nella vita di tutti i giorni, insomma, ciascuno di noi è un traduttore!
  2. Traduzione interlinguistica, ovvero tra due lingue: è l’accezione più usata e conosciuta del concetto di traduzione.
  3. Traduzione intersemiotica: si interpreta un segno linguistico mediante uno o più segni non linguistici (segni visivi, illustrazioni, film). Ne sono esempio la trasposizione di un libro in film o l’uso dei sottotitoli.

10 regole e 7 consolazioni

Da due autorevoli blog inglesi sulla traduzione:

Manuale del traduttore, Bruno Osimo

Ho scovato su Google Books il famoso “Manuale del traduttore” di Bruno Osimo.

L’anteprima non è completa (cioè alcune pagine sono state rimosse e c’è un numero limite di pagine visualizzabili in una sola volta), ma vale comunque la pena di darci un’occhiata.

Per chiunque sia interessato a questa professione, sia nelle vesti di traduttore che in quelle di cliente.

La traduzione in giro per il web

Recentemente, ho annunciato su questo blog l’intenzione di esplorare alcune risorse messe a disposizione dal Web 2.0 che ancora non conoscevo approfonditamente, come, ad esempio, Yahoo! Answers e YouTube.

Ho dedicato parte di queste esplorazioni, ovviamente, al tema della traduzione. Mi sembra di capire che la traduzione, su questi network, viene rappresentata in modo piuttosto distorto. Nella fattispecie, o non se ne parla o se ne parla troppo.

Consideriamo l’esempio di Yahoo! Answers: ogni giorno vengono poste decine, se non centinaia di domande riguardanti la traduzione, ma qual è il loro reale contenuto? Di fatto, si tratta di richieste di tradurre frasi spesso improbabili da e verso le lingue più disparate (dall’inglese al cinese all’armeno!). E le risposte? Peggio ancora: il 90% delle risposte è costituito da un bel copia-incolla da chissà quale sito di traduzione automatica. A volte ho cercato di rispondere in modo serio, spiegando e motivando le mie risposte: ho sempre ottenuto il “premio” di miglior risposta, ma non posso sapere se il richiedente e/o i votanti abbiano davvero imparato qualcosa.

Cosa possiamo concludere? Che la strada verso la consapevolezza di quanto sia delicata e complicata l’attività del tradurre è ancora molto lunga. C’è troppa gente che ritiene che basti aver studiacchiato una lingua e avere sotto mano l’indirizzo di un buon traduttore automatico per ottenere delle traduzioni soddisfacenti. Nel mio piccolo, io mi do da fare per cambiare tutto questo. E intanto, incrocio le dita!

Parole in giro per il web

Ecco qui il mio blog fotografico su Flickr dedicato alle parole, WordsLover! È appena nato, e per ora ci sono quasi solo foto scattate in passato… Però a me sembra un’idea carina!

WordsLover's items Go to WordsLover’s photostream

Sto anche pensando di aprire un canale personale su YouTube, ma ho paura che sia completamente inutile… Chi ce l’ha e mi dà una sua opinione?

Viaggio nella lingua

D’altro canto, quella antropologica è una forma di conoscenza, che incorpora la struttura del viaggio e viaggio è certamente anche quello attraverso una lingua.

– Fulvio Papi

[Non a caso, questa citazione ha anche aperto la mia tesi!]

Giù dal pero!

Segnalo che è in atto un’interessante campagna di sensibilizzazione per ricordare al mondo l’esistenza dei traduttori letterari. Quando si legge un libro (in italiano) di un autore straniero, spesso ci si dimentica che dietro c’è stato del lavoro, del sudore e dello sforzo. Non ci si cura nemmeno di andare a vedere, così, per curiosità, il nome di chi l’ha tradotto. A volte, anche se lo si cerca, si scopre addirittura che non è stato scritto.
Aggiungerei che questo destino crudele è tale e quale a quello che tocca ai traduttori cinematografici: è vero che spesso si ignorano i titoli di coda, ma, quando capita di buttarci un occhio, si vedono menzionati i truccatori, i parrucchieri, quello che ha addestrato il cane, quella che ha comprato gli oggetti da rompere in scena…tutti, ma proprio tutti. Tranne il povero traduttore.
Quindi, da oggi ricordate: TEXTS (AND FILMS!) DON’T GROW ON TREES.

Texts Don't Grow on Trees

Voci precedenti più vecchie

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