Eindeutig uneindeutig

Quest’oggi ho seguito con molto interesse il convegno “Eindeutig Uneindeutig“, organizzato presso l’Università Statale di Milano: 8 conferenze incentrate sul tema dei linguaggi specialistici.

Il punto centrale del dibattito era dimostrare come i linguaggi specialistici (in senso ampio: da quello politico a quello medico, passando da quello economico) abbiano delle caratteristiche particolari (a tutti i livelli: lessicale, sintattico, testuale) tali da porre delle difficoltà specifiche nella loro traduzione; queste difficoltà, a loro volta, dovrebbero stimolare una riflessione sul metodo didattico impiegato nella formazione dei traduttori tecnici, i quali devono essere in grado di comprendere tanto la terminologia, quanto il contesto di produzione e fruizione dei testi.

Le conferenze sono state tenute da professori provenienti dalle università di Bologna (Forlì), Torino, Trieste e Milano. In quest’ultimo gruppo rientravano tre professori di cui ho avuto il piacere di seguire diversi corsi, in questi anni: Marina Brambilla, Piergiulio Taino e Tomas Briest.

Particolarmente interessante, a mio parere, il contributo della prof. Brambilla, che ha dimostrato come, spesso, i dizionari generici non solo evitino di riportare numerosi termini tecnici (com’è accettabile che sia), ma che talvolta li includano, traducendoli in modo errato o, comunque, molto impreciso.

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