Traduttori non professionisti: non smetto di combattere!

A quanto pare la notizia è stata notata da molti, traduttori e non. Flavia me lo segnala tempestivamente, su ProZ accende gli animi del forum italiano. Perciò, voglio dire la mia.

Questo l’articolo incriminato: Traduttori web a tempo di record.

Ora, se questi ragazzi si divertono e traducono con passione e se gli utenti di queste traduzioni sono soddisfatti, buon per loro.

Il problema è che la mentalità che si diffonde, il messaggio che passa, è, una volta di più, che la traduzione sia una cosa che può fare chiunque. Studenti e casalinghe con una conoscenza più o meno approfondita dell’inglese sanno perfettamente proporre un prodotto in grado di soddisfare il pubblico. Un pubblico che certamente saprà notare la differenza tra quella traduzione e quella “ufficiale”, ma che si accontenta della prima senza troppi problemi. Il senso si capisce comunque, e in più arriva “a tempo di record”…Il fatto che le traduzioni professionali arrivino mesi dopo perché dietro c’è il lavoro di decine di persone (non solo un paio di traduttori e un revisore!) poco importa.

Come sempre, sono dell’avviso che occorra lottare contro questa mentalità, se non si vuole rischiare che questa bellissima professione perda quel po’ di credibilità che le è rimasta…Quindi, per l’ennesima volta su questo blog,e di nuovo sperando che sia l’ultima, scrivo: 

PER ESSERE TRADUTTORI, NON BASTA SAPERE UNA LINGUA STRANIERA!

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8 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Marco/Cav
    Dic 09, 2008 @ 23:40:26

    Chiara, occhio anche tu a non fare l’errore (comune tra molti traduttori) di ritenere le lingue una prerogativa dei professionisti. La questione linguistica fa parte della vita di tutti i giorni e nasce dall’incontro dei popoli, ed è ovvio che anche persone non esperte o laureate decidano di tradurre… ma proprio per un fatto culturale.

    Va da sé che c’è una commistione di termini tra i diversi tipi di traduzioni gratuite, al punto che si può dire che moltissimi traduttori anche d’esperienza non saprebbero distinguere tra traduzione amatoriale, libera e aperta, ma questa è un’altra questione.

    Il punto è che, come giustamente ha fatto notare qualcuno su Proz, il vero professionista non deve preoccuparsi davvero della concorrenza che possono portare loro iniziative assolutamente normali nella loro connotazione popolare: detto sinceramente, dubito del professionista che ha vede l’amatore come vero rivale, perché allora significa che ha ben poco da dare in più rispetto al primo…

    Poi non è mia intenzione generalizzare, e difatti come detto sopra si dovrebbe discernere per bene cosa è una traduzione gratuita… ma si può davvero proibire che la gente traduca anche non a fine di lucro? Sarebbe come chiedere che i popoli non si parlassero più tra loro se non in presenza di un interprete…

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  2. biblitra
    Dic 10, 2008 @ 16:17:31

    Grazie per il tuo interessante commento, Marco.

    Il fatto è che per me bisogna distinguere tra chi traduce per professione e chi traduce per qualsiasi altro motivo. Il quotidiano incontro tra culture diverse, qualsiasi sia il livello di competenza linguistica, è una cosa più che positiva, e ciò che ne può scaturire è sempre un arricchimento per entrambe le culture coinvolte.

    Resta, però, la mia idea che ci siano ancora troppe persone convinte che la traduzione sia per tutti. Certo che a livello non professionale è per tutti, ma un livello professionale esiste, ed è quello che, secondo me, molti non accettano/capiscono. Perfino il mio ragazzo a volte mi dice: “Va beh, ma quello che fai tu è inutile, lo sa fare chiunque sappia l’inglese!”

    Io non sono contro chi traduce per diletto, anzi, li capisco: se non amassi la traduzione e le lingue, non sarei qui. Sono contro la mentalità che si rischia di diffondere più di quanto non sia già avvenuto. Forse, in questo caso, bisognerebbe prendersela con i toni entusiasti dell’articolo, come è stato fatto notare su ProZ…In ogni caso, secondo me, è nostro dovere di traduttori con uno spazio internet dal quale “raccontarsi” contrastare questa mentalità spiegando che cosa facciamo realmente.

    PS. A breve tornerò a commentare sul tuo blog: in questi giorni sono veramente troppo presa! A presto!

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  3. Marco/Cav
    Dic 10, 2008 @ 19:36:24

    Temo che la questione posta dal tuo ragazzo sia comune a molti ambiti, e non solo quello traduttivo. Leggendo forum vari su internet si scopre che in pratica i mestieri non esistono più: sono tutti esperti di economia, di medicina, di informatica… di lingue. E naturalmente tutti si dilettano a fare anche qualcosa di cui non sono esperti (vale per tutti, nessuno escluso… non è che tutto ciò che siamo inizia e termina col nostro lavoro).

    Vi è una grossa differenza tra traduttore amatoriale e ufficiale e i due non devono andare in conflitto tra loro, ma convivere: lo devono fare perché i secondi non potranno mai impedire che la gente traduca da sé, ed è persino assurdo chiedere che ciò avvenga. Sarebbe appunto come dire alla gente “smettete di parlarvi” o come se l’informatico (per fare un altro esempio) chiedesse che la gente smettesse di usare i PC se non laureati.

    Il distinguo il professionista deve saperlo fare sul suo campo: l’esperienza e le capacità. E queste sono cose che un amatore non può dare allo stesso livello. Certo, ci sarà chi risparmierà e si affiderà a persone inesperte per pagare meno… ma naturalmente rischierà di andare incontro a delusioni e dopo essersi scottato probabilmente tornerà sui suoi passi.

    In sostanza, è giusto quel che dici, ma prendersela con chi traduce per sola passione non porterà mai ad alcun risultato. C’è piuttosto da prendersela con chi “svende” questo mestiere e con chi sfrutta gli inesperti. Raccontarsi, come dici anche tu, è spesso la strada giusta da percorrere: chiudersi a riccio e invece attaccare è semplicemente un modo errato (non mi riferisco a te, sia chiaro :D).

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  4. novella
    Mag 11, 2009 @ 11:02:03

    credo che improvvisarsi traduttori sia un evento molto più comune di quanto noi, traduttori professionisti, crediamo che avvenga e purtroppo ciò accade a nostro discapito!
    Novella

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  5. paola
    Nov 08, 2009 @ 21:31:52

    Ciao, sono laureata in Lingue e Culture Moderne all’Università di Pavia. Sono d’accordissimo con te riguardo all’opinione che i molti utenti del web si fanno a proposito della traduzione. Questo fa scadere inesorabilmente la figura del traduttore.
    Sono con te, soprattutto ora che in questo periodo di “crisi generalizzata” ancora non sono riuscita a trovare ,nonostante i miei sforzi, lavoro in un’azienda o in una casa editrice.
    Un saluto cordiale
    Paola

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  6. biblitra
    Nov 09, 2009 @ 17:42:37

    Grazie Paola, e benvenuta tra i lettori del mio blog!

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  7. Gian Luigi
    Gen 16, 2010 @ 22:41:10

    Voi laureati di cosa avete paura? Io traduco e non sono laureato ma se valgo più di te nella traduzione perchè devo essere tagliato fuori? Chi è bravo va avanti…… ognuno sceglie un percorso per imparare non esiste un metodo migliore. Io ho un “DALF C2” e il “diplôme supérieur de traduction”. Ricordo l’ignoranza di una mediatrice linguistica…… modi di dire in lingua 0, argot 0, verlane 0.

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  8. biblitra
    Gen 17, 2010 @ 11:31:39

    Gian Luigi, che sia chiaro: io non ho MAI parlato di traduttori NON LAUREATI, ma di NON PROFESSIONISTI! Se svolgi il tuo lavoro in modo professionale e capace, non capisco veramente perché tu ti senta preso in causa…

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