Un black-out nell’uso della propria lingua?

Mi stupisce sempre, quando leggo traduzioni amatoriali, osservare che la capacità di utilizzare con naturalezza la propria lingua madre viene fortemente inibita quando si traduce. Quando, cioè, si ha davanti un testo in lingua straniera, ci si sente totalmente calamitati da esso, si cerca di stargli tanto aderenti da dimenticare momentaneamente l’uso corrente del proprio idioma, producendo traduzioni poco scorrevoli e piene di espressioni straniere italianizzate.

Questa attrazione è sentita da chiunque, anche dai traduttori professionisti. La differenza tra loro e gli altri è che loro sono allenati a riconoscere quel “richiamo” e ad evitarlo, tenendo sempre presente la propria lingua e le sue normali strutture, e non avendo paura ad allontanarsi dal testo di partenza tutte le volte che è necessario. Una traduzione, infatti (pur tenendo sempre in considerazione la Skopostheorie), dovrebbe avere l’aspetto di un testo “originale”, dando ai suoi lettori la stessa impressione che il testo-fonte dà ai propri.

Rimango sempre perplessa da questo fenomeno: non riesco proprio a spiegarmelo! Parliamo nella nostra lingua quotidianamente, ma basta così poco per provocare un black-out temporaneo? Qualcuno ha qualche spiegazione scientifica da proporre?

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6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Flavia
    Feb 19, 2009 @ 08:48:01

    Ciao! Da oggi in poi ti scriverò sempre su questo blog, così potrò farlo in italiano! 😉
    Qui tutto bene, si va avanti con lo stage e per guadagnare qualcosina-ina-ina si fa qualche lavoro freelance!
    Ma i lavori che hai trovato, li hai trovati grazie a LinkedIn?

    Rispondi

  2. rachele
    Feb 19, 2009 @ 09:05:10

    ho notato anche io questa cosa nello scrivere la mia tesi (che è una proposta di traduzione).
    non so perchè succede ma credo che la soluzione sia rimanere immersi tanto nella nostra lingua madre quanto in quelle con cui lavoriamo, altrimenti si finisce con il perdere dimestichezza nell’usare l’italiano..

    Rispondi

  3. biblitra
    Feb 20, 2009 @ 15:38:02

    Perfettamente d’accordo, Rachele!
    Una richiesta: hai trovato per caso dei testi su questo argomento, durante la preparazione della tua tesi? Mi piacerebbe davvero approfondire l’argomento…

    Rispondi

  4. rachele
    Feb 21, 2009 @ 12:16:12

    no testi che trattano specificamente di questo argomento no,
    ma nei testi che ho usato io per la parte di analisi e commento della traduzione parlano diffusamente del problema dei calchi, dei prestiti eccetera.
    se vuoi cominciare io ho trovato utilissimo (una bibbia praticamente) la traduzione specializzata di federica scarpa.

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  5. rachele
    Feb 21, 2009 @ 12:17:43

    ah, aggiungo.
    volevo scriverti di un’idea che mi è venuta, ma preferivo via email per non andare OT, ma non vedo la tua email qui in giro..mi mandi due righe a iremember@gmail.com così ti scrivo?
    grazie!

    Rispondi

  6. biblitra
    Feb 21, 2009 @ 13:30:35

    Ti ringrazio per la segnalazione e ti scrivo subito! 🙂

    Rispondi

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