Conversazioni

Oggi ho deciso di riportarvi una trascrizione rivista e corretta di alcune conversazioni “telematiche” avute recentemente con due aspiranti traduttrici, nella speranza che possano essere d’aiuto anche per qualcun altro.

Vorrei chiederti un pò di cose, come ad esempio che tipo di studi/master ecc…  hai fatto per diventare traduttrice specializzata in cinema.
Come ho fatto a introdurmi nel settore cinematografico? Ho avuto la fortuna di fare uno stage (attraverso l’università) in un’agenzia di traduzioni che lavora molto in questo campo, e da lì ho proseguito, lavorando prima con prestazioni occasionali e poi, finalmente, aprendo partita IVA… Insomma, la strada è lunga!

So che però, al momento, la traduzione non è la tua unica attività. A tal proposito ti chiedo: quand’è allora che si apre una partita IVA?
La partita IVA si apre quando si vuole. E’ obbligatorio aprirla se si superano i 5000 euro annui o i 30 giorni continuativi di collaborazione con un soggetto.

La conoscenza dei programmi di traduzione assistita è vista come un “plus-valore” per le agenzie con le quali hai collaborato/collabori?
Per il tipo che traduzioni che eseguo normalmente non ho bisogno di CAT tools… in ambiti più tecnici spesso è un requisito per ottenere il lavoro, invece.

Mi piacerebbe sapere che libri sulla traduzione hai letto nello specifico e che siti internet “del settore” consulti giornalmente.
Ho letto molti libri sulla storia della traduzione e sulla sua pratica (ad es. In other words di Mona Baker o Il manuale del traduttore di Bruno Osimo)… Leggo spesso i blog che trovi nel mio blogroll e sempre il forum di ProZ.

Volevo sapere un po’ la tua opinione riguardo alla traduzione cinematografica: visto che lavori in quell’ambito mi saprai dire qualcosa di specifico…
Beh, quello che ti posso dire è che il traduttore è solo il primo anello di una catena, e di solito il più dimenticato e “maltrattato”. In sostanza, devi sapere che quasi nulla di ciò che scrivi è definitivo: sarà magari revisionato, e di sicuro modificato sia in fase di adattamento che in quella di doppiaggio.

Sai dirmi se ci sono criteri ben precisi per tradurre un titolo o se la cosa importante alla fine resta sempre e comunque il fatto di fare incassi al botteghino?
Idem come sopra: tu proponi dei titoli… a volte uno a volte più di uno, a volte solo con traduzione letterale e a volte più liberamente, ma, ancora una volta, sarà  poi il cliente a decidere. Spesso, poi, ci sono dei “segmenti” di traduzioni già  approvati (per esempio nel caso di sequel) e il traduttore è obbligato a usarli.

Quello che ti posso dire, in sintesi, è che si tratta di un bellissimo ambito in cui lavorare, ma bisogna essere pronti a non essere “riconosciuti” più di tanto.

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Lisa
    Nov 21, 2009 @ 14:03:41

    ciao, volevo chiederti un consiglio..
    sono una studentessa della facoltà di lingue e, mediazione interculturale!ho appena iniziato il secondo anno.Ho scoperto che comincia a piacermi molto la traduzione, ora sto studiando per quella dall’inglese all’italiano!vorrei specializzarmi in questo ambito. Volevo chiederti qualche consiglio su che tipo di studi dovrei fare dopo la laurea triennale, consigli su qualche master e infine volevo qualche consiglio riferito al tipo di ambito su cui mi converrebbe specializzarmi nell’ambito lavorativo…scientifico, cinematografico, letterario etc…
    grazie….

    Rispondi

  2. biblitra
    Nov 21, 2009 @ 16:49:08

    Ciao Lisa, vediamo cosa posso fare…
    * Dopo la triennale io ho semplicemente fatto una laurea specialistica in Lingue, Culture e Comunicazione Internazionale, personalizzando un po’ il mio percorso di studi, ma di lauree in traduzione e interpretariato ce ne sono a bizzeffe… Se cerchi nel forum italiano di ProZ troverai tantissimi topic dedicati a questo argomento. Idem per i master, che io ho evitato, dati i costi.
    * Per quanto riguarda l’ambito di specializzazione, non posso aiutarti: devi scegliere tu, in base ai tuoi gusti e ai tuoi interessi (= a quello che già conosci). Di solito, ci si specializza o in traduzione letteraria, oppure in almeno un ambito tra quello economico, quello giuridico e quello tecnico, per poi aggiungervi qualche altro campo di propria scelta. Peraltro, se sei alle prime armi potresti anche partire dai primi lavori che ti capitano e vedere che settori ti capitano, decidendo se continuare su quella strada o continuare a cercare…
    In bocca al lupo,
    Chiara

    Rispondi

  3. Trackback: Il “giallo” della traduzione dei titoli dei film « Traduzioni

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