La soggettività del traduttore e le sue Metamorfosi

Questo è un post a dir poco interessante sui modi in cui la soggettività del traduttore influenza il risultato del suo lavoro: la breve indagine è condotta a partire da un raffronto tra svariate traduzioni dell’incipit delle Metamorfosi di Kafka.

Consiglio vivamente di leggerlo e prometto che mi farò presto viva con altri post… Il lavoro incalza!

Il cliente, questo sconosciuto

La gestione del rapporto col cliente è uno degli elementi più delicati del lavoro di un libero professionista e, quindi, anche di un traduttore. Ecco qualche consiglio.

PRIMA

Occorre avere ben chiaro quali lavori si vorranno/potranno accettare e quali no (in base al campo di specializzazione, al tempo a disposizione, al prezzo…). È consigliabile, inoltre, stendere una sorta di “listino prezzi”, in modo da non trovarsi impreparati. Per lo stesso motivo, è utilissimo crearsi dei modelli pronti all’uso per i preventivi, i moduli d’ordine, ecc.

DURANTE

Banale ma sempre vero: non farsi prendere dall’agitazione e dalla fretta. Riflettere bene su quello che il cliente deve/vuole sentirsi rispondere e accertarsi di aver fornito tutte le informazioni (corrette, naturalmente) che possono essere utili.

Soprattutto per chi è alle prime armi, è molto importante:

  • da una parte, non farsi mettere i piedi in testa: questo significa prima di tutto non permettere al cliente di svalutare il proprio lavoro, ma anche sapersi “vendere bene”: indicate esempi e fatti concreti che dimostrino che avete qualcosa di speciale che vi rende comunque dei candidati interessanti (es. “sono molto rapido: ho consegnato l’ultimo lavoro con 2 giorni di anticipo”, “sono la persona giusta per tradurre il vostro sito, perché conosco anche l’HTML”, ecc.);
  • dall’altra parte, essere onesti col cliente e con se stessi: non millantare più esperienza di quanta non si abbia, non accettare lavori che non si è in grado di svolgere professionalmente, né scadenze o volumi impossibili da soddisfare.

DOPO

Bisogna avere ben chiaro come gestire l’aspetto finanziario e fiscale: saper fare delle fatture, trovare un buon commercialista in grado di sollecitare i mancati pagamenti, ecc.

Può anche essere utile mantenere “vivo” il rapporto con tutti i clienti per ricordare loro di noi. Un esempio banale? Tra meno di un mese, spediamo a tutti gli auguri di Natale!

Il traduttore del terzo millennio

In questa discussione sul forum italiano di ProZ ho letto un post di così interessante che vorrei condividerlo con voi. Eccolo (evidenzio in grassetto le parti più interessanti, per i più svogliati):

[…] molti dei problemi dai quali ci riteniamo iniquamente ed ineluttabilmente oppressi dipendono in larga misura dalla mancata accettazione (uso il termine nell’accezione psicoanalitica) della nostra natura, di professionisti, non ordinisti, in piena era digitale, rivoluzionata dalla globalizzazione

Non accettiamo il fatto che – per usare parole di altri – l’acquisto della traduzione viene budgettato da alcune multinazionali come l’acquisto della carta igienica…Perdiamo il tempo ad indignarci per la poca considerazione data alla nostra Professione (carta igienica, appunto!), invece di sfruttare il fatto che senza di noi non potrebbero neanche…(chiaro, no?)
Arricchiamo thread di 150 pagine per dire che il PM X è incompetente, che l’agenzia Y è una sfruttatrice, che Proz dovrebbe vergognarsi, che i colleghi non devono azzardarsi a scendere sotto una certa cifra (…che poi da 10 anni sta cifra non è mai saltata fuori ovviamente…un convegno infinito sul nulla più totale!!!!)

E – non c’è da meravigliarsi – lasciamo invece morire (o la naufraghiamo nel solito offtopic che tutto divora: agenzie / Pm / tariffe) discussioni come queste in cui si parla di noi, e non degli altri!

Se invece di dare tanta attenzione a come gli altri fanno male il loro lavoro, dedicassimo un po’ più di tempo a come noi dovremmo fare il nostro, tante revisioni assurde di cui ci lamentiamo forse non esisterebbero…e non esisterebbe il caso della topic starter… […]

Io penso che la causa di questa situazione si possa vedere in una forma di pericolosa pigrizia: la nostra natura mista – professionisti ed imprenditori – fa sì che la capacità di erogare una prestazione di contenuto intellettuale sia oggi solo il prerequisito per affacciarci al mercato. Molti – a mio parere – si fermano lì!
Di più: si rifiutano di fare l’altra parte del lavoro, gestire la propria impresa.
[…]

Gestire la propria impresa è parte integrante dell’essere traduttore, oggi!
Non si può ancora oggi, sperare in un albo che fissi le regole per tutti (nel mondo?!), prendersela con il PM che non rispetta delle regole (dettate da chi?!), ergere le consuetidini di un mercato locale (es pagare 20 centesimi la combinazione Ebreo>Arabo a Dubai) a leggi di un mercato globale, estendendo le caratteristiche di un settore di traduzione (il gaming, tanto per rifarci ad un altro thread importante e perciò – fino ad ora almeno – disertato) alla traduzione tout court! […]

Perché non inziare ad essere un po’ più flessibili?
Le agenzie sono imprese – al pari nostro: loro sbagliano – al pari nostro!
I project maneger sono professionisti – al pari nostro: loro sbagliano – al pari nostro!
…Se facessimo un po’ di sana autocritica, riusciremmo ad “accettare” (di nuovo in senso psicoanalitico) i loro errori, perché ne vedremmo chiaramente la matrice dentro di noi!
Finché invece continueremo a nasconderci dietro il al tabù della nostra infallibilità, – costringendo il mondo (proz, le agenzie, i PM, i clienti, le tariffe, i colleghi, i revisori, il mercato!!!!) ad essere come noi ci meriteremmo che fosse – non faremo altro che disperdere le nostre energie e rovinarci l’esistenza.[…]

– Renato Renno

OFF-TOPIC: Lucca Comics & Games

Settimana scorsa sono stata al Lucca Comics & Games, una tra le più importanti fiere dedicate al fumetto e ai giochi di ruolo in Italia. Inutile dire che mi sono divertita tantissimo. L’atmosfera era quella di una vera e propria festa, gli stand interessanti (una sola nota negativa: troppo spazio dedicato ai videogiochi), la compagnia ottima e gli acquisti davvero degni di essere fatti! Ecco cosa ci siamo portati a casa:

Una bella gita a Viareggio ha completato la vacanza.

Ovviamente, non mi sono lasciata sfuggire l’occasione anche per curare un po’ le mie pubbliche relazioni: in particolare, sono andata a conoscere di persona i ragazzi della Coyote Press, con cui avevo collaborato per la traduzione del manuale Cold City.

Chi altro c’era? 🙂

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