Come calcolare le proprie tariffe

Beh, se tanto mi da tanto… Ecco qui una lunga e interessante spiegazione su come un traduttore alle prime armi può calcolare la sua tariffa! Tratto dal forum italiano di ProZ e scritto da Gianfranco Manca.

QUANTO GUADAGNARE AL MESE?
Bella domanda. Il più possibile, direbbero tutti. Ma in termini realistici, anche molto modesti, ragioniamo partendo da un reddito mensile pari a un ipotetico stipendio iniziale per un ipotetico impiegato, con un titolo di studio a livello universitario.

Il principiante, se non sa che pesci prendere, potrebbe incominciare a chiedere in giro, in casa o a qualche amico, a quanto ammonta uno stipendio medio netto per una persona istruita ma senza esperienza.

La risposta potrà essere, ovviamente, molto variabile e noi, ai fini di questo ragionamento, prendiamo come confronto e riferimento una cifra pari a 1000 euro netti al mese, mille belli tondi.

È una cifra indicativa, ma non troppo campata in aria. Per iniziare, ha il vantaggio di essere una cifra tonda, comoda per i prossimi calcoli, e poi, con tutto il recente parlare di ‘generazione mille euro’, ecc…, mi sembra anche giusto partire, per un principiante, con una base simile.
Ovviamente non è una cifra a cui aspirare, ma solo una base per partire.

DIFFERENZA TRA NETTO E LORDO
Attenzione alla parola ‘netti’, perché è importante!

Prendendo come riferimento uno stipendio, ovvero una busta paga, ci stiamo paragonando a un lavoratore dipendente. Non possiamo dimenticare, quindi, che 1000 EUR è il totale spendibile, quello che resta in mano dopo le varie detrazioni fiscali e previdenziali operate alla fonte. Torneremo su questo concetto in seguito.

Prima di proseguire ci occorre considerare un altro fattore importante. Un dipendente non deve acquistare gli strumenti per lavorare (arredi, hardware, software, dizionari, ecc.) né pagare bollette (corrente, internet, ecc.). Inoltre, non deve fare alcun lavoro di amministrazione (emissione di fatture o rivevute fiscali, tenuta dei registri) o pagare consulenti per la sua dichiarazione dei redditi.
Tutti questi costi, che non possiamo calcolare in dettaglio, vanno comunque considerati e mi sembra conveniente citarli come una voce unica, che possiamo indicare globalmente come spese di produzione. Si tratta solo ed esclusivamente delle spese direttamente in relazione all’attività, quindi spese che non sostiene chi non traduce e non spende per fornire traduzioni.

Queste spese, nel nostro lavoro, non sono particolarmente alte, ma vanno quantificate, altrimenti si finisce per far male i conti, ovvero lavorare in perdita senza neppure rendersene conto. I nodi comunque veranno al pettine, in futuro, sotto forma di spese reali, anche per chi tenta di ignorarle.

Per esempio, se usiamo un computer, che invecchia ogni mese, il giorno che si romperà dovremo sborsare i nostri 1000-1500 euro per ricomprarlo. Meglio calcolare il costo dell’hardware come un fisso mensile, per esempio 80 euro al mese, come se pagassimo una rata per il suo consumo. Lo stesso discorso vale per la sedia, per il software, e naturalmente, ci sono le vere e proprie spese fisse e le bollette.
Includiamo, quindi, in una cifra unica e riepilogativa pari a 300 EUR al mese, tutte queste spese di produzione, tutti i consumi, le bollette, le occasionali riparazioni, ecc.

E’ una cifra bassa, anche se non sembra. Forse non la spendiamo tutti i mesi, ma prima o poi arriva la spesa grossa da 250, 500 o 600 EUR, e quindi non mi dilungo oltre.
Il ragionamento dovrebbe essere, a questo punto, più che chiaro.

Tralascio per semplicità molti altri fattori e costi assortiti, e persino il cosidetto “rischio d’impresa”, ovvero ai costi derivanti dal fatto che durante lo svolgimento di una qualunque attività si possano subire delle perdite, per esempio, a causa di un lavoro consegnato ma non pagato dal cliente.
Basti dire, in questa sede, che questi rischi esistono, sono quantificabili, ma per ora e per semplicità li ignoriamo, ovvero li consideriamo incorporati nei 300 EUR delle spese di produzione di cui sopra.

Bene, ora abbiamo delle cifre per partire.

1000 EUR sono il reddito mensile netto di base scelto dal nostro principiante assoluto.
300 EUR sono il totale cumulativo di spese di produzione mensili, quelle reali, e includenti un rateo delle spese future direttamente legate al lavoro, i rischi e tutto il resto.

Il totale netto è quindi pari a 1300 EUR al mese, incluse le spese ma escludendo ancora tasse e contributi.

QUANTI GIORNI SI LAVORA AL MESE?
In un mese, presupponiamo di lavorare 20 giorni.

Perché?
Questa cifra la otteniamo calcolando 5 giorni feriali a settimana per 4 settimane al mese. Non includiamo nella base di calcolo i fine settimana. Notare che anche se una persona lavora “solo” nei fine settimana il calcolo va fatto su una base lavorativa “normale”, i giorni feriali, anche perché stiamo facendo riferimento e ci rapportiamo allo stipendio di un lavoratore dipendente, quindi manteniamo una base simile.
Non importa se si lavora per 29 giorni, o per 5, o solo 8 giorni nei fine settimana, la base di calcolo è quella di 20 giorni normali.
Non importa se si lavora in modo irregolare, altrimenti sballiamo tutti i calcoli, che vanno fatti su una base regolare. Quello che varierà sarà il totale a fine mese, non il valore target per ogni unità di tempo, o per unità di lavoro.

Alcuni giorni residui non sono inclusi nel calcolo (un mese ha più di 4 settimane) perché questi residui li possiamo considerati come giorni non produttivi, per esempio, vacanze o malattia o imprevisti vari.

Venti giorni, inoltre, sono una bella cifra tonda e molto vicina alla realtà pratica.

TASSE E CONTRIBUTI
A questo punto possiamo riprendere i 1300 EUR netti di cui sopra, e tentare di calcolare a che importo lordo corrispondono, ovvero, calcolare la cifra lorda da cui, una volta che paghiamo tasse e i contributi, ci restano in mano 1300 EUR.

Supponendo che non si raggiunga un reddito annuale molto elevato (stiamo parlando di qualcuno che sta iniziando a lavorare, probabilmente in modo saltuario), possiamo ritenere che il carico fiscale sia inferiore a quello di un professionista carico di lavoro.

Il principiante, infatti, per certi versi può permettersi di applicare tariffe inferiori anche perché paga meno tasse, ma attenzione!! questa situazione non dura a lungo. Infatti, se il lavoro incomincia a diventare regolare e il reddito aumenta, occorre prendere un numero di partita IVA, pagare i contributi INPS, e a quel punto occorre aumentare le tariffe per ottenere la stessa cifra netta in mano.

In Italia, l’aliquota bassa sui redditi, per le fasce basse, è del 23%.
L’INPS, quando ci si arriva, è pari al 26% circa.
Il totale, tasse e contributi, sono intorno al 49%, con qualche detrazione di legge, si arriva forse a una cifra reale intorno al 44%-46%.

Questo significa che calcolando un 33% (ora vogliamo una cifra unica) per tasse e contributi cumulati, siamo nel mezzo, e come prima approssimazione ci va bene per proseguire.
All’inizio questo 33% saranno un margine un po’ alto, e magari accantoniamo qualcosa per futuri contributi, ma a lungo andare questo 33% sono troppo bassi.
Ripeto, va bene solo come stima iniziale, tanto per andare avanti col ragionamento. Chiaro?

CALCOLO DEL LORDO
I nostri 1300 EUR netti diventano, a questo punto, 2000 EUR lordi.
Infatti, se da 2000 togliamo un terzo (il 33% stimato di tasse e contributi) otteniamo 1330, molto vicino alla nostra cifra netta target. Non proprio esatta, ma 2000 va bene come cifra tonda, che qui ci piacciono tanto le cifre tonde e facili…

QUANTO GUADAGNARE AL GIORNO?
Avevamo calcolato 20 giorni effettivi di tempo produttivo al mese, dobbiamo ricavare 2000 EUR lordi, per averne 1300 netti e, tolte le spese di produzione, i nostri agognati 1000 spendibili, quindi il conto semplificato ci dice che occorre lavorare a circa 100 EUR al giorno.
Bello tondo e facile da ricordare…

COSA SIGNIFICA IN TERMINI PRATICI…
Le tariffe per le traduzioni, che piaccia o meno, non sono calcolate in Euro al giorno, ma in Euro per cartella o Euro per parola.
Il mio ragionamento parte dal netto mensile per arrivare al lordo giornaliero, ora dobbiamo trasformarlo in una tariffa per parola o cartella. Ma questo è molto semplice.

Supponiamo che il nostro traduttore principiante sappia già, per averlo misurato, di poter tradurre 2000 parole (11 cartelle circa) al giorno.

Per guadagnare 100 Euro con queste 2000 parole occorre applicare una tariffa di 0,05 EUR a parola.
Considerando che una cartella corrisponde a 1500 battute, ovvero circa 220 parole, una produzione di 2000 parole corrisponde a circa 9 cartelle, e quindi la tariffa da applicare sarebbe di 11 EUR a cartella.

CONSIDERAZIONI ACCESSORIE
A questo punto ci sono moltissime considerazioni da fare, ma ne faccio solo pochissime (4) perché i forum sono pieni di ragionamenti completi e informazioni ben più dettagliate. Inoltre non voglio andare fuori dal tema che mi sono proposto, ovvero di fornire un metodo di calcolo iniziale di una tariffa per principianti totali.

Ecco alcune note a margine, le più importanti e basilari:

Punto (1)
Le tariffe di 0,05 EUR a parola (11 EUR a cartella) citate nel risultato non sono tariffe professionali.

Sono solo un’indicazione una molto grossolana, per principianti totali, che mirano a guadagnare almeno 1000 EUR netti al mese.
Queste tariffe, e il netto indicato, non consentono di campare, mettere su famiglia, ecc… e non sono sostenibili sul lungo termine.
Sono soltanto cifre ragionevoli, derivate da un esempio pratico di calcolo.
Se non vi piacciono le cifre, prendete il metodo generale e calcolate le ‘vostre’ cifre.
Io faccio i miei calcoli privati e non ve li dico, né voglio sapere i vostri. Ok?

Punto (2)
Ogni lavoro è diverso, quindi ogni lavoro ha una sua tariffa.

Per fare questi ragionamenti dobbiamo considerare una ipotetica tariffa media e l’abbiamo applicata a un ipotetico lavoro di media difficoltà, svolto da un ipotetico principiante di media competenza.
Si tratta di un caso teorico, ma anche di un lavoro vero, che comunque va pagato in modo decente, anche al principiante. I clienti devono essere informati che non stanno trattando con un esperto, probabilmente non con uno specialista nell’argomento, ma stanno comunque impiegando una persona istruita per sudare sui loro testi.

All’atto pratico, partendo dalle cifre orientative indicate qui sopra, ogni lavoro dovrà poi essere valutato per il tempo specifico che potrebbe richiedere e quindi l’effetto sul costo totale, o sulla tariffa a cartella o tariffa a parola.

Punto (3)
Alcuni fattori che possono far variare una tariffa sono:

  • formattazione, se complessa e siete in grado di gestirla, occorre valutare il tempo aggiuntivo e includere questo fattore nel prezzo
  • urgenza, nel caso di richieste estremamente pressanti, considerate il costo del sonno perso, la fatica raddoppiata, la rinuncia alla normale vita sociale o di relazione, lo stress, ecc…
  • ricerche, nel caso di argomenti impegnativi, in cui siete preparati da potervi cimentare ma che richiedono un gran numero di ricerche e verifiche (queste le fanno anche i professionisti) considerate il tempo aggiuntivo come un fattore % di aumento della tariffa
  • servizi aggiuntivi, se il cliente richiede servizi diversi dalla traduzione questi vanno conteggiati a parte, non inclusi o ‘affogati’ sempre nel servizio principale della traduzione
  • leggere in giro nel forum per altri fattori simili… ce ne sono altri, ok?
  • Punto (4)
    Il metodo illustrato contiene un gran numero di semplificazioni e approssimazioni, sui costi, sulle tasse e contributi, e altro ancora. Mancano inoltre numerosi elementi, ma può essere usato come base e come un metodo di calcolo semplificato, anche partendo da uno stipendio netto mensile molto diverso dai 1000 EUR utilizzati qui.

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    Una favola col lieto fine

    C’era una volta Google.

    Google era un sito famosissimo, parlava decine, forse centinaia di lingue ed era molto amato dai suoi ammiratori. Magari proprio per questo, però, Google sembrava talmente preso dalle grandi questioni internazionali da dimenticarsi delle piccole cose. Tra l’altro, era tanto convinto di saper parlare in tutte le lingue del mondo che, a volte, non si preoccupava più di far controllare a un traduttore esperto le cose che diceva.

    E così, gli scappò di mente che l’espressione inglese “and counting” proprio non voleva dire “e conteggio”! Nessuno ebbe il coraggio di dirglielo per lungo tempo, poiché tutti erano troppo intimoriti dal suo potere per parlare.

    [Una cache di come appariva la home page di Gmail fino a qualche giorno fa]

    Ma un giorno un coraggiosissimo eroe sconosciuto glielo fece notare, e Google, che era anche molto intelligente, ammise il suo errore e si corresse in tutta fretta, contento di avere imparato una cosa nuova.

    E da quel giorno vissero tutti felici e contenti. Pure i traduttori.

    [Uno screenshot di oggi, con la correzione in evidenza]

    Il mio nuovo articolo

    Pubblicato su ProZ il mio nuovo articolo sui linguaggi specialistici, o LSP, e il loro rapporto con la traduzione.

    Lo potete scaricare gratuitamente in PDF dalla mia vetrina di Lulu:

    http://www.lulu.com/content/e-book/i-linguaggi-specialistici-e-la-traduzione/8221340

    Giochi di parole*

    Today’s Game @ Merriam-Webster Online: un gioco di parole al giorno per migliorare il proprio inglese, più le parole crociate.
    Can u fit: un gioco di logica e lettere
    Take something literally: istruzioni da prendere alla lettera (con un occhio alla traduzione italiana, un chiaro esempio di come le traduzioni automatiche rovinano anche le migliori intenzioni)

    * Avete notato che il titolo stesso è un gioco di parole? :p

    Per i clienti/1: Come trovare un traduttore

    Se state leggendo qui, o siete tra i lettori affezionati di questo blog, oppure avete una traduzione da richiedere e non sapete a chi o come affidarla. In questo caso, ecco qualche consiglio che posso darvi.

    Innanzitutto, sappiate che è molto importante affidare la traduzione a un professionista. In questo blog ho parlato spesso di quello che può capitare in caso contrario, come l’incredibile insegna di un ristorante, l’enorme svista trovata su un manuale di Dungeons & Dragons o i 10 errori riportati nella mia personale classifica. Potrà anche trattarsi di casi divertenti, ma non bisogna dimenticare che il committente non desiderava un effetto comico, né tantomeno avrà riso quando si sarà reso conto dell’errore.

    Ma come trovare un traduttore professionista? Esistono diverse soluzioni:

    • Con un motore di ricerca. In questo modo, vi appariranno link a siti internet, profili di social network e quant’altro. I vantaggi di questo metodo sono la velocità della ricerca e la possibilità di confrontare innumerevoli soluzioni tra loro. D’altro canto, però, sarà più difficile individuare i professionisti o le agenzie di traduzione affidabili; inoltre, troverete esponenti di qualsiasi fascia di qualità e di prezzo, e spesso sarà difficile distinguerle con  sicurezza.
    • Su un sito di professionisti, come ProZ o Translators Café. Qui ogni traduttore/agenzia si presenta attraverso una pagina personale, o profilo. Sarà più facile individuare le tariffe praticate e le specializzazioni di ognuno; la fascia di qualità e di prezzo è medio-alta. In alcuni casi, potrete anche creare una pagina dedicata al servizio che desiderate richiedere, in modo da lasciare che siano i traduttori a proporsi.
    • Su un sito di annunci gratuiti. Si tratta di una soluzione molto rapida; la fascia di qualità, così come quella di prezzo, è medio-bassa.

    E poi, quanto pagare un traduttore? Non posso rispondere a questa domanda: dipende dal tipo di lavoro che richiedete (combinazioni linguistiche, argomento, livello di specializzazione…). Comportatevi, quindi, come vi comportereste con un imbianchino o un medico specialista: spiegate quali sono le vostre esigenze, e state a vedere che tariffa pratica il professionista interpellato.

    Un ultimo consiglio: qui ho raccolto alcune domande frequenti, a cui ho risposto aggiungendo un paio di link che potrebbero risultarvi utili.

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