Wordnik: esplorando il mondo delle parole

Ieri, ricercando un termine tecnico, mi sono imbattuta in un sito veramente interessante: Wordnik.

Si tratta di una sorta di “super-vocabolario”, che, per ogni termine immesso, non ricerca soltanto le definizioni reperibili da tutti i dizionari on-line che conosce, ma anche tutti gli elementi presenti in rete ad esso correlati. Guardate:

Definizioni, traduzioni, pronuncia, frasi in cui la parola viene utilizzata (e quindi un utile contesto), tag di Twitter

…foto da Flickr, termini correlati e tante statistiche.

Consigliato!

Non ditemi mai…

Traduco qui un elenco delle 5 cose che un traduttore non vorrebbe mai sentirsi dire dopo aver cercato un termine o un’espressione particolarmente difficile (originale sul blog Life in Translation):

  1. Lascialo in originale.
  2. Scusa, errore di battitura. Era [termine noto], non [termine incomprensibile].
  3. Traducilo letteralmente.
  4. [Silenzio] Mmh, tralascialo.
  5. Non serve che lo capisci, basta che lo traduci.

Eh, già.

Un’agenzia per cliente

Pochi giorni fa, mi è stata posta una domanda: che cosa si aspetta un traduttore da un’agenzia? Perchè dovrebbe scegliere questa soluzione per il suo lavoro?

Bella domanda!

Ci ho pensato un po’ su, poi ho risposto che un traduttore, innanzitutto, può preferire lavorare per un’agenzia di traduzioni perché dall’altra parte trova dei “colleghi”, e non una segretaria o un direttore commerciale, a cui va spiegato cos’è una cartella, perché le traduzioni devono essere svolte da un professionista a una tariffa adeguata, ecc. Questo significa anche che una delle caratteristiche fondamentali che deve avere un’agenzia è un personale preparato: traduttori che, al contempo, non dimentichino cosa significa fare il traduttore e che, perciò, non pretendano un lavoro ben fatto in tempi record e non pretendano che si lavori a tariffe da fame.

Ho proseguito sottolineando che, infatti, lo svantaggio di lavorare con un’agenzia è che le tariffe sono più basse rispetto a quelle di un cliente diretto, perché l’agenzia ci deve guadagnare, ovviamente. L’ideale, perciò, sarebbe che i project manager fossero in grado di negoziare tariffe adeguate, in modo da riuscire a guadagnare senza per questo dovere imporre tariffe bassissime al traduttore che poi svolgerà il lavoro.

Infine, ho puntualizzato che, per ciò che mi ha insegnato l’esperienza, è importantissimo che  i project manager sappiano fare bene il loro lavoro di intermediazione, da una parte tra traduttore e cliente finale, dall’altra tra i diversi traduttori che possono essere coinvolti nello stesso progetto.

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