Piccole grandi disavventure

Sono stata silenziosa per qualche giorno, lo so. Ma ora scriverò un elenco di piccole disavventure professionali che mi sono capitate in queste giorni, nella speranza di ottenere un po’ di venia. Anche perché sono disavventure molto comuni tra i traduttori, o no?

1) IL PROGETTO-PER-CUI-NON-HAI-TEMPO-MA-A-CUI-NON-PUOI-DIRE-DI-NO

Dopo aver passato circa mezzora a pianificare alla perfezione i progetti da svolgere tra agosto e settembre e aver pensato che non avrei proprio potuto accettarne altri, mi è arrivata la proposta di un lavoro tanto impegnativo quanto remunerativo. Ovviamente, ho accettato, poi mi sono maledetta per un’altra buona mezzora. Dopodiché, ho meticolosamente sconvolto la mia prima pianificazione.

2) QUELLE E-MAIL CHE DIVENTANO UN SECONDO LAVORO

Per un grosso progetto di traduzione che ho seguito, mi sono dovuta coordinare direttamente con altre colleghe, anche loro incaricate di una parte del lavoro. Ci sono stati dei giorni in cui ho dedicato più tempo a scrivere e-mail su questa traduzione che non a lavorarci.

3) IL CLIENTE CHE PROPRIO NON CAPISCE

Un cliente mi ha pagato subito. Evviva! Più del dovuto. Porc…! “Devo comunicarglielo”, dico io. “Che cosaaaa?? Devo versarle altri soldiiiii???”, dice lui. =__=

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