Voice over: croce e delizia!

Oggi ho riflettuto sul fatto che la traduzione finalizzata al voice over richiede capacità molto diverse. Prima di vederle, però, facciamo un passo indietro e spieghiamo che cos’è il voice over: è un tipo di lavorazione che prevede che il doppiaggio si sovrapponga direttamente e senza sincronizzazione labiale ai dialoghi originali, che si sentono a volume ridotto. Il traduttore, pertanto, produce direttamente i dialoghi definitivi da doppiare e sicuramente necessita di:

  • capacità linguistiche: non occorre solo “saper tradurre”, ma anche, e soprattutto, sapersi staccare dal testo originale per produrre frasi che suonino bene nella lingua d’arrivo. Questo, naturalmente, è quasi sempre vero nel settore della traduzione, ma in alcuni campi lo è in particolar modo, e questo è uno di quelli.
  • capacità di sintesi: non solo bisogna ottenere frasi scorrevoli e di senso compiuto, ma bisogna anche saper “tagliare” parecchio l’originale, soprattutto se è in inglese: le continue ripetizioni, l’uso di espressioni ridondanti e riempitive e la velocità di pronuncia delle parole sono elementi che variano molto da lingua a lingua.
  • capacità personali: la pazienza e la precisione sono senz’altro requisiti essenziali per questo lavoro, che prevede anche operazioni come rilevare correttamente i TC (time code) di ogni frase, rileggere più e più volte ad alta voce per trovare i tempi giusti, riascoltare più e più volte l’originale alla ricerca di versi e fiati non riportati nei copioni, ma sempre più richiesti da chi poi andrà a doppiare il voice over, ecc.
Inutile dire che questa è la mia tipologia di lavoro preferita! A conferma di ciò, se mai ce ne fosse bisogno, ho elencato, nel tempo, alcuni voice over a cui mi sono dedicata sulla mia pagina Facebook!

L’afa d’agosto e il test di Turing

Con tutti o gran parte dei clienti in ferie, agosto è spesso un mese in cui il lavoro rischia di non essere continuativo. Ci sono molte cose da fare in queste circostanze, come ad esempio prendersi qualche giorno libero, dedicarsi al marketing o – opzione sulla quale mi sto concentrando quest’estate – studiare.

Corinne McKay aveva parlato giusto qualche giorno fa dell’importanza di sforzarsi di studiare e mantenersi sempre aggiornati. Tradurre significa anche imparare cose nuove nel corso del processo, è vero, ma spesso, soprattutto per mancanza di tempo, si tende a non approfondire né le vecchie, né le nuove conoscenze. Come si legge nello stesso articolo,

There’s a big difference between knowing that chaîne du froid means “cold chain” and being able to explain what a cold chain is, why it’s so hard to maintain one in a developing country, what happens when it malfunctions and how new technology like solar power is changing the appliances that can be used in the cold chain.

Io ho scelto di approfondire le mie nozioni nel settore del trattamento superficiale: granigliatura, pallinatura, verniciatura e via dicendo. E voi, su che cosa vi state concentrando? Se non lo state facendo, è per mancanza di tempo oppure di voglia?

Quanto costi?

Questa è una delle domande che mi viene rivolta più spesso. E non solo da potenziali clienti, ma anche da parenti e amici incuriositi dalla mia “strana” professione. È anche una delle domande più gettonate sui forum di traduttori: quanto costa una traduzione? Quanto mi devo far pagare?

Naturalmente (altrimenti non sarei qui a parlarne!), non è affatto facile rispondere a questa domanda, poiché non esiste una risposta univoca, chiara e universale. Non solo perché non c’è una tariffa fissa per le traduzioni, di qualsiasi tipo siano, ma anche perché uno stesso traduttore può praticare tariffe molto diverse tra di loro.

Andiamo con ordine. In generale, il costo di una traduzione varia da poche euro a diverse migliaia di euro, e questo dipende soprattutto da:

  • la lunghezza del testo, e con essa la sua unità di misura (a parola, a cartella, tariffa oraria, tariffa forfettaria…)
  • la tipologia del testo e il grado di specializzazione richiesto
  • il traduttore/l’agenzia a cui ci si rivolge: un’agenzia che commissiona la vostra traduzione a un traduttore esterno potrebbe chiedervi quasi il doppio di quello che vi chiederebbe lo stesso traduttore, mentre uno studente non professionista, né professionale potrebbe chiedervi un quarto di questa cifra
  • la qualità e la professionalità che si cercano: naturalmente, maggiori sono e maggiori sono i costi a cui si andrà incontro. Non potete pretendere che un liceale produca una traduzione qualitativamente impeccabile, come non potete pretendere che un traduttore professionista vi offra i suoi servizi per poche euro all’ora.
A sua volta, uno stesso traduttore può richiedere cifre diverse a seconda:
  • del mercato nel quale si colloca il committente (è un’agenzia? Un cliente diretto? Un committente occasionale o una società che promette un rapporto continuativo?)
  • dell’argomento, della tipologia di testo e del grado di specializzazione richiesto
  • di qualsiasi altra cosa che conta per lui: quanto gli piace quell’argomento? Quanto gli piacete voi? Quante ore di ricerca dovrà impiegare per il vostro testo?
Volete comunque farvi un’idea di quali cifre stiamo parlando? Un buon punto di partenza è sicuramente il Tariffometro. Non esistono comunque dei tariffari ufficiali e il mercato è molto variegato. C’est la vie. E per sapere quanto costo io, basta chiedere!

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