Tradurre è… un concorso

Vorrei segnalare il concorso “Tradurre è…” della European School of Translation per due ragioni:

i traduttori troveranno diversi spunti molto interessanti e piacevoli e, magari, decideranno di parteciparvi;

tutti gli altri lettori, clienti compresi, avranno l’opportunità di affacciarsi a questa finestra sul mondo dei traduttori e di comprendere quanta passione e quanto impegno ci siano dietro un lavoro ancora spesso sottovalutato.

P.S. Anch’io avevo parlato di che cos’è per me la traduzione partendo dall’etimologia della parola, in questo vecchio post.

“Il telefono salva la vita”, diceva una pubblicità della Telecom

Un paio di mesi fa abbiamo parlato del rapporto più o meno diretto che un professionista autonomo ha con i suoi clienti.

Spesso ci si dimentica come una cosa tanto banale come una telefonata ogni tanto è utilissima a:

  • mantenere vivo e a personalizzare il contatto, cosa che fidelizza e mette a suo agio il cliente (ma anche noi)
  • affrontare argomenti che spesso si preferisce non toccare per iscritto (tariffe, progetti futuri), se non altro perché la corrispondenza quotidiana verte su temi molto più contingenti
  • conoscere meglio il cliente, capire da come parla quali sono le sue aspettative, qual è il linguaggio che preferisce utilizzare, qual è la sua opinione di noi e del nostro lavoro
  • farci conoscere meglio dal cliente, mettendo in mostra le nostre conoscenze e capacità di professionisti esperti, offrendogli eventualmente spunti e suggerimenti

Committenti e destinatari delle traduzioni

Una distinzione significativa nella professione di traduttore è quella tra il committente e il destinatario della traduzione.

Il committente è che ci affida un testo con l’incarico di volgerlo in un’altra lingua. Il destinatario di questa nuova versione, però, potrebbe non essere lui. Pensiamo, ad esempio, al caso di un manuale di istruzioni che un’azienda ci chieda di tradurre: gli utenti finali sono i clienti di questa azienda, che dovranno utilizzare il manuale per comprendere il funzionamento di ciò che hanno acquistato. Un altro esempio è quello delle traduzioni letterarie: una casa editrice ci affida la traduzione di un libro da distribuire poi al grande pubblico.

Ecco perché trovo sempre interessante conoscere il punto di vista anche di questi destinatari finali, dei non addetti ai lavori che si confrontano a modo loro con la nostra professione e su ciò che essa implica. Eccone un esempio recentissimo. A ciascuno le proprie conclusioni.

Sugli standard internazionali e le specifiche dei clienti

Le specifiche del cliente sono sempre di fondamentale importanza. È importante attenersi sempre alle indicazioni e ai glossari che ci vengono forniti.

Di contro, questi dovrebbero essere corretti, chiari e completi. In tal modo, noi lavoreremo meglio e il cliente otterrà un risultato più vicino alle sue aspettative e perciò più soddisfacente.

Segnalo questo utile articolo che tenta di proporre uno standard europeo in materia di sottotitoli. Ciò può essere molto utile non solo come tentativo di uniformare i prodotti audio-visivi nel nostro continente, ma anche come linea guida nel caso le specifiche dei nostri clienti tralasciassero qualche aspetto, lasciandoci dei dubbi su come comportarci.

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