Tariffe e noccioline

Il movimento “No Peanuts! for Translators” non mi ha mai convinto fino in fondo. Fino a qualche tempo fa, però, non riuscivo a spiegare il perché, non riuscivo a dare forma alla nuvola di pensieri che si sollevava nella mia testa. Poi, ho letto questo post della collega Marie-Hélène Hayles e ho capito che lo condividevo in pieno e che quello che lei aveva scritto era ciò che mi era ronzato in testa per lungo tempo.

I traduttori non devono lavorare per tariffe da fame (o “noccioline” che dir si voglia), ma questo è così vero da essere scontato! Se si è professionisti seri e consapevoli del proprio lavoro e delle proprie capacità non si lavorerà mai per certe cifre. In cambio, naturalmente, si garantiranno al cliente qualità e affidabilità, ça va sans dire.

E i miei lettori che cosa ne pensano? Voi avete aderito al movimento?

Traduttori che si svegliano all’alba

Siamo sempre stati discriminati, è vero. Ma ora è in corso una vera e propria guerra contro di noi.

No, non sto parlando dei traduttori, ma dei dormiglioni!

Non sono una persona pigra, ma mi piace rimanere un po’ a letto anche dopo che la sveglia è suonata. Non ce la faccio proprio a scattare in piedi, ho bisogno di qualche (o più) minuto per riattivarmi. Non che cominci a lavorare a orari assurdi, eh. Ma non inizio nemmeno all’alba, questo è certo. Cerco sempre di rispettare dei normali orari d’ufficio, anche per andare incontro ai miei clienti.

A quanto pare, però, questo non è sufficiente. E me lo sento ripetere in continuazione: non dai miei familiari, ma dalla rete intera! Avevo già letto diversi post sull’argomento sul blog di Leo Babauta, ma questo articolo, girato per qualche tempo sui vari social network, ha scatenato la reazione a catena di decine di post più o meno simili, come questo, segnalato persino da FreelanceSwitch.

A questo punto non ho scampo: diventerò una traduttrice mattiniera. Inizia la mia scalata al successo. A partire da lunedì, si intende.

Una lista di buoni propositi… più “professionale”

Mentre in ogni angolo di internet si leggono bilanci (relativi al 2011) e liste di buoni propositi (per il 2012), questa volta io ho deciso di astenermi. O, meglio, di fare le cose a modo mio!

Negli ultimi due anni ho raggiunto importanti obiettivi e mi sono tolta più di uno “sfizio” in campo professionale, perciò da quest’anno ho deciso di evitare liste e propositi che troppo spesso lasciano il tempo che trovano e passare al livello successivo, predisponendo un vero e proprio business plan professionale, in cui mi sono costretta a riflettere con calma su aspetti quali:

  • i miei punti di forza e le mie debolezze
  • i miei obiettivi economici
  • le azioni di marketing da intraprendere e i clienti ai quali rivolgerle
  • la mia immagine professionale

A questo, ho affiancato un nuovo file per la gestione delle entrate e delle uscite, creato con tanta pazienza e sudore e rispolverando tutte le mie conoscenze su Excel! È molto più agile ed essenziale dei precedenti, ma mi permette di tenere sotto stretto controllo lo stato dei miei profitti e degli accantonamenti necessari a fini fiscali.

E così, nonostante l’assenza di un simpatico post sui buoni propositi da rileggere con un sorriso il prossimo dicembre, mi sento soddisfatta e pronta ad affrontare il 2012. Buon anno e buon lavoro a tutti voi!

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