Tariffe e noccioline

Il movimento “No Peanuts! for Translators” non mi ha mai convinto fino in fondo. Fino a qualche tempo fa, però, non riuscivo a spiegare il perché, non riuscivo a dare forma alla nuvola di pensieri che si sollevava nella mia testa. Poi, ho letto questo post della collega Marie-Hélène Hayles e ho capito che lo condividevo in pieno e che quello che lei aveva scritto era ciò che mi era ronzato in testa per lungo tempo.

I traduttori non devono lavorare per tariffe da fame (o “noccioline” che dir si voglia), ma questo è così vero da essere scontato! Se si è professionisti seri e consapevoli del proprio lavoro e delle proprie capacità non si lavorerà mai per certe cifre. In cambio, naturalmente, si garantiranno al cliente qualità e affidabilità, ça va sans dire.

E i miei lettori che cosa ne pensano? Voi avete aderito al movimento?

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