Guest post: Il “traduttore lancia-libera” lavora online

Questo è il primo guest post che ospita il mio blog. Mi piacerebbe continuare questa bella iniziativa, perciò, se qualcuno vuole farsi avanti, lo faccia senz’altro! La parola, adesso, a Giovanna, che si occupa del blog “futuro freelance“…

Come molti lettori già sapranno, negli ultimi anni il numero di traduttori che lavorano come professionisti freelance internazionali è in costante aumento. La concorrenza è assai agguerrita e spesso per evitare che la pagina web del traduttore professionista venga persa nel mare del web, molti di loro scelgono di iscriversi a piattaforme di lavoro online, che possano fare da punto di incontro con le aziende.
La parola freelance suscita sempre una certa curiosità tra i non esperti del settore, sebbene il termine sia tutto tranne che nuovo. Ebbene sì, il termine fu coniato nel lontano 1820 dallo scrittore Walter Scott nel suo romanzo Ivanhoe per definire i soldati mercenari medievali la cui lancia era libera (free-lance), nel senso che questi avrebbero combattuto per chiunque avesse garantito loro una buona ricompensa. Certo è che conoscere l’etimologia del termine non è che proprio aiuti a capire chi è oggi il freelance. Per avere un’idea precisa di chi o cosa sia un freelance nel 2012 sarebbe il caso di chiedere a chi ha deciso di intraprendere questa professione.
Tornando alla vita da traduttore freelance, un aspetto da considerare prima di credere di potersi buttare a capofitto nella professione, è che non è esattamente tutto rose e fiori. Premesso che oltre ad una certa padronanza della lingua straniera è fondamentale conoscere a fondo la propria lingua madre, la vita del traduttore freelance può rivelarsi davvero impegnativa, ed ecco che non avere orari di ufficio non significa solo essere liberi e prendersela comoda ma anche dover essere disponibili a lavorare in ogni momento della giornata e molto spesso anche nel weekend. Nell’intraprendere questa professione bisogna tener conto dei momenti di magra, che di certo ci saranno, durante i quali bisognerà tenere duro, che probabilmente saranno seguiti da periodi intensissimi di lavoro. Comunque sia il traduttore freelance, che con determinazione persegue l’obiettivo del successo e della propria affermazione professionale, ha buone possibilità di godere di grandi soddisfazioni come il riconoscimento della professionalità e della competenza da parte dei clienti.
Fare il traduttore freelance non sarebbe possibile senza il supporto del web, che non solo rende possibile la comunicazione istantanea con clienti da tutto il mondo, ma mette a disposizione dei traduttori preziosi strumenti che spesso sono in grado di semplificare significativamente il suo lavoro.
Di certo la figura del traduttore freelance punta ad affermarsi sempre di più, portando un contributo non indifferente allo sviluppo dell’economia digitale.

Giovanna Avino, Web Writer Freelance di twago Italia

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“Descriptive Anagrams”

DORMITORY – Rearranging the letters: DIRTY ROOM.
DESPERATION – Rearranging the letters: A ROPE ENDS IT.
THE EYES – Rearranging the letters: THEY SEE.
ASTRONOMER – Rearranging the letters: MOON STARER.
THE MORSE CODE – Rearranging the letters: HERE COME DOTS.
SLOT MACHINES – Rearranging the letters: CASH LOST IN ME.
ELECTION RESULTS – Rearranging the letters: LIES – LET’S RECOUNT.
SNOOZE ALARMS – Rearranging the letters: ALAS! NO MORE Z’S.
ELEVEN PLUS TWO – Rearranging the letters: TWELVE PLUS ONE.
MOTHER-IN-LAW – Rearranging the letters: WOMAN HITLER.

[trovato qui: http://www.proz.com/forum/fun_with_language/217619-interesting_descriptive_anagrams.html]

Come scrivere bene in italiano

[da: Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000]

Ho trovato in internet una serie di istruzioni su come scrivere bene.
Le faccio mie, con qualche variazione, perché penso che possano essere utili a molti, specie a coloro che frequentano le scuole di scrittura.

  1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
  2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
  3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
  4. Esprimiti siccome ti nutri.
  5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
  6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
  7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
  8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
  9. Non generalizzare mai.
  10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
  11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
  12. I paragoni sono come le frasi fatte.
  13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
  14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
  15. Sii sempre più o meno specifico.
  16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
  17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
  18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
  19. Metti, le virgole, al posto giusto.
  20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
  21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
  22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
  23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
  24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
  25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
  26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
  27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
  28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
  29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
  30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
  31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
  32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
  33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
  34. Non andare troppo sovente a capo.
    Almeno, non quando non serve.
  35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
  36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
  37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
  38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
  39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
  40. Una frase compiuta deve avere.

Per i clienti /4: Una guida alla serenità!

Avete un testo (o un video, o un file audio, ecc.) che volete tradurre, ma non sapete da che parte cominciare? Siete nel posto giusto.

Innanzitutto, guardatevi questo breve video illustrativo creato da me tanto tempo fa (il mio primo e unico video, quindi non aspettatevi un capolavoro in fatto di realizzazione):

Ora che avete inquadrato l’argomento, approfondiamo qualche aspetto.

Innanzitutto, come trovare il traduttore più adatto alle vostre esigenze? Ecco qualche suggerimento. Se volete capire come mai parlo di singolo traduttore e non di agenzia, potete dare un’occhiata a questo post e scoprirete che un’agenzia di traduzioni non è sempre la soluzione migliore. Se, invece, vi state chiedendo perché vi suggerisco di puntare a un traduttore professionista, serio e preparato, potete leggere questo articolo in cui elenco tutte le capacità che un traduttore deve possedere, leggere questo caso di successo o dare una sbirciata a dei tragicomici errori di traduzione che potrebbero essere costati molto cari alle aziende/enti/professionisti che le hanno utilizzate, ignari di tutto.

Parliamo di tariffe: quanto vi costerà una traduzione? È molto difficile rispondere a questa domanda e qui potrete capire perché.

Concludo segnalandovi una breve lista di suggerimenti che ho stilato per i clienti dei servizi di traduzione: Cinque cose da NON fare.

Il “giallo” della traduzione dei titoli dei film

Avevo già parlato tempo fa, suscitando anche delle interessanti reazioni da parte di alcuni lettori, della traduzione in italiano dei titoli dei film. La questione è sempre la stessa: è giusto tradurli? Quanta libertà ci si può prendere nel farlo? Perché?

In questo post, invece, avevo accennato brevemente al ruolo del traduttore in questo processo, spesso limitato a delle semplici proposte.

Oggi riprendo l’argomento per segnalare questa discussione sul forum di ProZ, in cui è evidente che la prassi di tradurre liberamente i titoli delle opere cinematografiche non sia solo un costume italiano. In particolare, tenete d’occhio lei… 😉

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