Il linguaggio dei cartoni animati

Essendo da sempre interessata (professionalmente ma non solo, lo ammetto!) al mondo del grande e piccolo schermo, è da qualche tempo che rifletto sul linguaggio dei cartoni animati e sul suo impatto rispetto alla lingua che parliamo ogni giorno.

http://www.vgnetwork.it

L’esempio più lampante, credo, è quello dei Simpson. È possibile farsene un’idea leggendo questa, questa e quest‘altra risorsa in italiano (per quanto riguarda il riuscitissimo doppiaggio della serie, comprese le complesse localizzazioni in termini di lessico, ma anche, per esempio, di inflessioni dialettali dei diversi personaggi) e questa in inglese, a cui aggiungo questa e questa pagina che vi spalancheranno le porte di un intero mondo nuovo, veramente complesso e affascinante.

Dunque non solo un impatto sulla lingua nazionale, ma anche, da una parte, sulla cultura popolare e, dall’altra, sul doppiaggio in tutte le sue forme, modalità e fasi di processo. Un doppiaggio, insomma, non solo “di servizio”, ma creativo e capace di brillare di luce propria.

Concludo con una chicca: anche nei Pokémon è stato fatto un lavoro straordinario in termini linguistici. Da una parte, l’imponente apparato terminologico che riguarda mosse, categorie, ecc. e che viene curato con grande attenzione a livello mondiale anche per i suoi legami con il relativo merchandising. Dall’altra, i creatori del cartone si sono inventati una lingua completamente nuova per “delocalizzare” del tutto le vicende narrate. Non ve ne siete mai resi conto? Date un’occhiata qua!

http://kotaku.com

Words can’t describe

Mi scuso per l’assenza prolungata, ma per fortuna il lavoro sta andando a gonfie vele e non ho un attimo di tempo… A presto, spero!

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