“Work-life balance”: riflessioni di un venerdì notte

Qualche venerdì fa, sono stata a un concerto* con un amico.

Non appena ci rimettiamo in viaggio per fare ritorno a casa…

ore 23.40 – mi arriva un’e-mail

IO: Ma come? Un’e-mail di lavoro a quest’ora? E da una cliente italiana, per giunta, che quindi non vive in un fuso orario diverso!

LELE: Le rispondi?

IO: No, dai, ci penso domattina…

ore 00.10 – mi arriva un’altra e-mail

LELE: Dimmi che non è ancora lei!

IO: Sì, è lei. Non ci credo neanch’io! Ma lo sa che è venerdì notte?

LELE: Beh, non voglio giudicare. In fondo, io non ho un’attività in proprio. Se l’avessi, probabilmente anch’io non staccherei mai la mente dal lavoro.

IO: Anch’io ho un’attività in proprio, ma in questo momento non sono al lavoro, e posso permettermi di pensare ad altro. No, non le risponderò!

Morale? Per me è importantissimo separare il lavoro dalla vita privata. Quando mi dedico a una delle due cose, l’altra scompare… ma ci dev’essere comunque un’alternanza. È il famoso “work-life balance“, l’equilibrio tra vita personale e professionale, cruciale, a mio parere, per poter dare sempre il meglio di sè in ogni aspetto della propria esistenza. E voi che ne pensate?

* Per chi fosse curioso, si trattava del concerto dei Rammstein, all’Unipol Arena di Bologna. Ecco un assaggio di che cosa vi siete persi:

Annunci

7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Sabrina Eskelson
    Mag 16, 2013 @ 08:53:28

    In passato rispondevo alle mail di clienti fuori orario se si trattava di clienti con un diverso fuso orario, per non perdere l’opportunità. Ora ho smesso di fare anche questo perché devono rendersi conto che mi rifiuto di privarmi delle ore di sonno e del tempo libero. Allo stesso modo, mi guardo bene dal consegnare un lavoro fuori orario, anche se già pronto! 🙂

    Rispondi

  2. fv
    Mag 16, 2013 @ 19:29:44

    Il mondo del lavoro sta cambiando. Oltre a diventare più globale (es. lavorare con persone su vari fusi orari), la tecnologia ci sta dando strumenti per essere collegati 24/7, e si può lavorare anche senza essere in ufficio davanti alla scrivania.

    Questo approccio, a seconda di come è vissuto dai singoli, e quando non viene imposto, è secondo me un’opportunità. Consente infatti di modificare i ritmi di lavoro anche in base alle proprie esigenze, ed essere più flessibili.

    Magari è sera e ho del tempo libero: posso passarlo a lavorare se non mi pesa, e magari portarmi avanti per ricavare l’opportunità di fare altre cose durante gli orari canonici.

    Certo, se si sfocia nel “workaholism” è diverso , e l’opportunità di essere flessibili diventa un rischio di avere sempre un cappio lavorativo al collo.

    Comunque, anche se per pochi secondi, mentre leggevi la mail della cliente, stavi anche tu lavorando 🙂

    E ai concerti non si lavora 🙂

    Rispondi

    • biblitra
      Mag 17, 2013 @ 07:34:53

      Hai ragione, è sicuramente un’opportunità… però da prendere con le pinze, perché per me sfociare nel “workaholism” è molto più facile di quanto non sembri…!
      Grazie per essere passato! 🙂

      Chiara

      Rispondi

  3. Claudio Vailati
    Mag 18, 2013 @ 11:31:07

    Staccare o non staccare dal lavoro? Questo è il dilemma!
    Purtroppo questo è un tema sentito non solo per chi ha un’attività in proprio: io lavoro da dipendente per un’azienda di consulenza in cui spesso si sente parlare di “lavorare come se l’azienda fosse nostra”/”essere imprenditori di se stessi”… non nascondo che a volte si parla anche di superlavoro – anche se onestamente non è il mio caso.
    Un approccio responsabile al lavoro è un’ottima cosa, ma anche il RIPOSO è un’ottima cosa. Il lavoro che ognuno di noi svolge per la propria attività o come dipendente deve essere innanzitutto un lavoro di qualità e – per quanto mi riguarda – io non riesco a svolgere un lavoro di qualità se sono stanco, affaticato o se lavoro fuori orario – vedi la mail di mezzanotte a cui si riferiva il post!

    Staccare la spina è utile anche per il nostro lavoro!

    Rispondi

    • biblitra
      Mag 19, 2013 @ 10:09:27

      Bravo Claudio,
      sante parole! Soprattutto se si parla di lavoro dipendente, perché in azienda vengono spesso richiesti sacrifici che non trovano poi riscontro… della serie “tutti utili, nessuno indispensabile”. Ma forse parlo solo in base alla mia poco piacevole esperienza personale…

      Grazie anche a te per essere, finalmente, passato a commentare! 🙂
      Chiara

      Rispondi

  4. Trackback: Come imparare il finlandese e godersi di più la vita! | Traduzioni e altre storie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: