La fine di un’avventura

Con questo post, chiudo ufficialmente, seppure a malincuore, l’avventura di “Traduzioni e altre storie”.

Il blog rimarrà aperto, a disposizione di chiunque abbia bisogno delle risorse che contiene, ma non sarà più aggiornato.

Il motivo? L’avvio di un nuovo blog contenuto all’interno del nuovo sito che ho appena lanciato, e che parlerà di comunicazione più in generale. Spero che vorrete seguirmi e commentarmi anche in questo nuovo viaggio… vi aspetto!

http://chiarafoppapedretti.it

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British VS. American English

Un ripassino non fa mai male!

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“Work-life balance”: riflessioni di un venerdì notte

Qualche venerdì fa, sono stata a un concerto* con un amico.

Non appena ci rimettiamo in viaggio per fare ritorno a casa…

ore 23.40 – mi arriva un’e-mail

IO: Ma come? Un’e-mail di lavoro a quest’ora? E da una cliente italiana, per giunta, che quindi non vive in un fuso orario diverso!

LELE: Le rispondi?

IO: No, dai, ci penso domattina…

ore 00.10 – mi arriva un’altra e-mail

LELE: Dimmi che non è ancora lei!

IO: Sì, è lei. Non ci credo neanch’io! Ma lo sa che è venerdì notte?

LELE: Beh, non voglio giudicare. In fondo, io non ho un’attività in proprio. Se l’avessi, probabilmente anch’io non staccherei mai la mente dal lavoro.

IO: Anch’io ho un’attività in proprio, ma in questo momento non sono al lavoro, e posso permettermi di pensare ad altro. No, non le risponderò!

Morale? Per me è importantissimo separare il lavoro dalla vita privata. Quando mi dedico a una delle due cose, l’altra scompare… ma ci dev’essere comunque un’alternanza. È il famoso “work-life balance“, l’equilibrio tra vita personale e professionale, cruciale, a mio parere, per poter dare sempre il meglio di sè in ogni aspetto della propria esistenza. E voi che ne pensate?

* Per chi fosse curioso, si trattava del concerto dei Rammstein, all’Unipol Arena di Bologna. Ecco un assaggio di che cosa vi siete persi:

Come usare Gmail per migliorare la propria autostima

Oggi voglio raccontarvi come utilizzo le “stelline” di Gmail, ovvero quell’opzione che permette di segnalare le e-mail come “Speciali“, inserendole così in un apposito elenco.

Ogni volta che un cliente mi scrive che è soddisfatto del mio lavoro, che apprezza la mia puntualità o la mia precisione, o che mi scrive cose del tipo “Sei la mia salvezza!” (mi è capitato un paio di volte!), io contrassegno immediatamente la sua e-mail.

Questo mi permette di avere accesso a un elenco immediato di “referenze” da utilizzare in vari modi e… di accrescere la mia autostima ogni volta che ho bisogno di ricordare che svolgo bene il mio lavoro e che ho dei clienti affezionati che contano su di me!

P.S. I miei lettori ormai sanno che io utilizzo moltissimi prodotti gratuiti di Google e che i miei post sull’argomento sono a titolo del tutto personale e non pubblicitario. Eccone un paio di esempi meno recenti: Costruire un glossario, metodo “Biblitra” e Organizza la tua vita.

Ceci n’est pas une traduction

Ormai lo avete capito (e in caso contrario, dovete assolutamente leggere questo, questo e quest’altro post): l’argomento dell’intraducibilità mi affascina moltissimo. Ecco perché vi segnalo il bellissimo articolo “The Treachery of Translators” del collega Andy Martin, il quale, tra le altre cose, afferma:

In my opinion, you don’t have to be mad to translate, but it probably helps.

E dà un’importante lezione a tutti i traduttori che soffrono di precisione maniacale quando leggono/ascoltano/vedono una traduzione altrui:

My own transgressions, over the years, have taught me to be more tolerant and understanding.

Amore a prima lettura!

“Autonomi&Felici”: rispettare l’ambiente

Il rispetto dell’ambiente non è un concetto astratto, soprattutto se per “ambiente” intendiamo non (tanto) la Foresta Amazzonica, quanto il luogo dove viviamo e lavoriamo (che spesso, per noi freelance, è lo stesso: casa nostra). È un problema che tocca da vicino tutti noi e per il quale ciascuno, nel suo piccolo, può fare qualcosa.

http://edeaimage.blogspot.it/2012/12/eco-business-dieci-regole-per-un.html

Si tratta di una questione che ho approfondito sempre di più negli ultimi tempi, complice anche la ristrutturazione della casa dove mi sono appena trasferita. Sto imparando a vivere sprecando di meno (sull’argomento, e in particolare sul concetto di “eco cucina“, vi consiglio i libri di Lisa Casali) e sto cercando di capire come poter migliorare ancora.

Anche sul lavoro possiamo fare tanto, specialmente noi liberi professionisti, che abbiamo il controllo totale sul nostro ufficio e sui nostri processi di lavoro. Come accennato, il ritorno non è solo in termini etici o ambientali su larga scala, ma anche economico, il che non guasta mai!

Ad esempio, possiamo sfruttare il più possibile la luce naturale per illuminare gli ambienti e l’aria proveniente dall’esterno per rinfrescare; utilizzare apparecchiature a risparmio energetico; stampare solo i documenti indispensabili; ottimizzare gli spostamenti in automobile; leggere libri e riviste on-line… Qualcuno aggiunge anche “fare meno docce perché tanto rimaniamo a casa”, ma questo lo lascio al vostro personale giudizio! 🙂

Un paio di link per cercare ulteriori spunti:
http://babelechimica.blogspot.it/2012/07/lavorare-rispettando-lambiente.html
http://www.thedesigntrust.co.uk/top-tips-to-become-a-more-green-freelancer/
http://edeaimage.blogspot.it/2012/12/eco-business-dieci-regole-per-un.html

Stati d’animo…

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Voci precedenti più vecchie

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