La fine di un’avventura

Con questo post, chiudo ufficialmente, seppure a malincuore, l’avventura di “Traduzioni e altre storie”.

Il blog rimarrà aperto, a disposizione di chiunque abbia bisogno delle risorse che contiene, ma non sarà più aggiornato.

Il motivo? L’avvio di un nuovo blog contenuto all’interno del nuovo sito che ho appena lanciato, e che parlerà di comunicazione più in generale. Spero che vorrete seguirmi e commentarmi anche in questo nuovo viaggio… vi aspetto!

http://chiarafoppapedretti.it

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British VS. American English

Un ripassino non fa mai male!

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Le lingue del mondo

Qualche tempo fa, mi sono imbattuta in questo interessante articolo sulle strutture più profonde del linguaggio e sulla presenza di elementi in comune tra tutte le lingue.

Stamattina, invece, ho scoperto praticamente per caso questo sito, Omniglot, che sembra, in qualche modo, collegarsi al primo link, dato che presenta uno straordinario data-base di linguaggi naturali e artificiali tutti da scoprire e confrontare.

Da segnalare, in particolare, il Dothraki per tutti gli appassionati di Game of Thrones e l’alfabeto Sarati, solo un esempio dei moltissimi linguaggi creati dal grande linguista e scrittore fantasy J.R.R. Tolkien, autore del Signore degli Anelli e di tanti altri capolavori letterari.

Se siete interessati all’argomento, vi segnalo alcuni miei vecchi articoli che vi si ricollegano…

https://traduzioniealtrestorie.wordpress.com/2013/03/25/il-linguaggio-dei-cartoni-animati/
https://traduzioniealtrestorie.wordpress.com/2008/10/16/grammatica-e-cultura-quale-rapporto/
https://traduzioniealtrestorie.wordpress.com/2008/07/12/le-parole-piu-intraducibili-del-mondo/

…ma, soprattutto, questo bellissimo saggio su “Il vizio non troppo segreto di Tolkien.

Digressione

L’Italia e i suoi infiniti dialetti

E dopo il dotto intervento di Umberto Eco sulla lingua italiana… quello più “prosaico”, ma interessante e divertente di Enrico Brignano!

Quei poveri titoli cinematografici

Su questo blog, si è spesso (s)parlato della traduzione dei titoli dei film (vedi “Title”, ovvero l’incredibile storia di un titoloIl “giallo” della traduzione dei titoli dei filmAncora sui titoli cinematografici). In Italia, e non solo, certi bellissimi titoli vengono stravolti in qualche punto del loro percorso verso la localizzazione.

Ma che dire di quei titoli partiti con il piede sbagliato fin dall’inizio, ovvero quelli sgrammaticati perfino in inglese?! In questo articolo, 10 Movie Titles with Bad Grammar, ne trovate 10 divertenti esempi… vi lascio una piccola anteprima, vediamo chi indovina qual è l’errore prima di aprire il link! 🙂

Who Framed Roger Rabbit

Honey I Shrunk The Kids

The 40 Year Old Virgin

“Work-life balance”: riflessioni di un venerdì notte

Qualche venerdì fa, sono stata a un concerto* con un amico.

Non appena ci rimettiamo in viaggio per fare ritorno a casa…

ore 23.40 – mi arriva un’e-mail

IO: Ma come? Un’e-mail di lavoro a quest’ora? E da una cliente italiana, per giunta, che quindi non vive in un fuso orario diverso!

LELE: Le rispondi?

IO: No, dai, ci penso domattina…

ore 00.10 – mi arriva un’altra e-mail

LELE: Dimmi che non è ancora lei!

IO: Sì, è lei. Non ci credo neanch’io! Ma lo sa che è venerdì notte?

LELE: Beh, non voglio giudicare. In fondo, io non ho un’attività in proprio. Se l’avessi, probabilmente anch’io non staccherei mai la mente dal lavoro.

IO: Anch’io ho un’attività in proprio, ma in questo momento non sono al lavoro, e posso permettermi di pensare ad altro. No, non le risponderò!

Morale? Per me è importantissimo separare il lavoro dalla vita privata. Quando mi dedico a una delle due cose, l’altra scompare… ma ci dev’essere comunque un’alternanza. È il famoso “work-life balance“, l’equilibrio tra vita personale e professionale, cruciale, a mio parere, per poter dare sempre il meglio di sè in ogni aspetto della propria esistenza. E voi che ne pensate?

* Per chi fosse curioso, si trattava del concerto dei Rammstein, all’Unipol Arena di Bologna. Ecco un assaggio di che cosa vi siete persi:

Come usare Gmail per migliorare la propria autostima

Oggi voglio raccontarvi come utilizzo le “stelline” di Gmail, ovvero quell’opzione che permette di segnalare le e-mail come “Speciali“, inserendole così in un apposito elenco.

Ogni volta che un cliente mi scrive che è soddisfatto del mio lavoro, che apprezza la mia puntualità o la mia precisione, o che mi scrive cose del tipo “Sei la mia salvezza!” (mi è capitato un paio di volte!), io contrassegno immediatamente la sua e-mail.

Questo mi permette di avere accesso a un elenco immediato di “referenze” da utilizzare in vari modi e… di accrescere la mia autostima ogni volta che ho bisogno di ricordare che svolgo bene il mio lavoro e che ho dei clienti affezionati che contano su di me!

P.S. I miei lettori ormai sanno che io utilizzo moltissimi prodotti gratuiti di Google e che i miei post sull’argomento sono a titolo del tutto personale e non pubblicitario. Eccone un paio di esempi meno recenti: Costruire un glossario, metodo “Biblitra” e Organizza la tua vita.

Voci precedenti più vecchie

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